Ugo Boggi
Laureato all'Università di Pisa, dove si è poi specializzato in chirurgia e medicina dei trapianti. Nel 2001 è stato nominato Professore Associato. Ha contribuito notevolmente allo sviluppo del programma dei trapianti di pancreas nell'area di Pisa.
L'interesse del Prof. Boggi per la ricerca verte sulla comprensione dei meccanismi che possano portare vantaggi immunologici nei trapianti di pancreas. È inoltre coinvolto nel programma di trapianto di insule.

Il tema della serata è "Il trapianto di pancreas: realtà e prospettive".

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Prof. Ugo Boggi Buona sera a tutti
moderatore Buona sera professore e benvenuto in chat
giampi71 Buona sera Professore
moderatore È un piacere averla di nuovo con noi!
ciaoparigi Buona sera professore
SANDRAD Buona sera, professore
moderatore È un po’ che manca...
Prof. Ugo Boggi È un piacere per me essere di nuovo con voi
maver Mi presento professore. Sono trapiantato di pancreas dopo rene
max68 Buonasera professore e buonasera a tutti
Prof. Ugo Boggi Caro Maver in sigla è un PAK
maver Sono stato in lista anche da voi
maver Ho conosciuto il dott. Barzotti
Prof. Ugo Boggi L’importante è che sia stato trapiantato e che tutto sia andato bene.
maver Sì, tutto a posto, tutto bene. Solo adesso una laparocele.
moderatore Chiederei al professore quali siano le differenze tra i vari trapianti cui possono accedere i diabetici.
Prof. Ugo Boggi I pazienti diabetici, insulinodipendenti, senza insufficienza renale, possono avere un trapianto di solo pancreas (PTA), quelli con insufficienza renale, di solito, un trapianto di pancreas e di rene (SPK). Coloro che hanno già avuto un trapianto di rene possono averene uno di pancreas dopo (PAK).
moderatore Chiederei inoltre quali siano i criteri di scelta.
Prof. Ugo Boggi Per i pazienti in insufficienza renale, la scelta è presto fatta: avere il trapianto è l’unica vera terapia. Se non si può avere altro, anche di solo rene, altrimenti SPK. Per coloro che non hanno insufficienza renale, la selezione è più delicata: diabete molto instabile (con ipoglicemie non avvertite) iniziale danno ai reni, retinopatia proliferativa.
Daniela58 Quanti trapianti di pancreas isolato avete fatto quest'anno? Ci sono stati rigetti e/o complicanze?
Prof. Ugo Boggi Credo che quest’anno abbiamo fatto 8 trapianti di solo pancreas. Il numero è inferiore a quanto vorrei. È dovuto al calo generale del numero di donatori cadavere e all’invecchiamento dell’età media dei donatori. Abbiamo avuto una trombosi, e qualche rigetto. A quest’ultimo riguardo, però non abbiamo perso organi.
giampi71 Una “retinopatia” già iniziata, anche se agli stadi iniziali, può essere fermata con un trapianto?
Prof. Ugo Boggi Caro Giampi, una retinopatia iniziale potrebbe essere fermata con un trapianto (abbiamo anche pubblicato in merito). Dubito, però, che solo una retinopatia iniziale possa essere una buona indicazione a una terapia così delicata come il trapianto di pancreas.
maver Dopo 3 anni dal trapianto, ho avuto in agosto una emorragia maculare, poi si è riassorbita. Quindi entra adesso in gioco il trapianto robotico, se non sbaglio.
SANDRAD Mi scusi professore volevo chiederle se è, o sarà, possibile il trapianto pancreas rene combinato con il robot Da Vinci o se questa tecnica è prevista solo per un trapianto alla volta.
Prof. Ugo Boggi Sì, abbiamo fatto anche il trapianto di rene e di pancreas con il robot Da Vinci. Il primo (e per ora unico) lo abbiamo fatto il 15 novembre u.s. Tutto è andato bene.
moderatore Un successo!
SANDRAD Quanto tempo dura l’intervento?
Prof. Ugo Boggi Sì, un bel risultato, ma ci vorranno anni, e molta più esperienza, per capire se ciò sarà davvero un avanzamento della tecnica di trapianto. Per il momento siamo soddisfatti di quanto abbiamo fatto e continuiamo a lavorare per il futuro.
moderatore Pensate di poterlo riproporre?
Prof. Ugo Boggi Credo che i trapianti con il robot si possano fare, idealmente, in circa il 50% dei casi quando il donatore e il ricevente sono idonei. Si tratta comunque di un intervento molto delicato che è opportuno affrontare solo in condizioni ideali.
moderatore Posso chiedere quali siano le condizioni ideali?
Prof. Ugo Boggi Le condizioni per eseguire un trapianto robotico sono: avere un donatore ideale ed “emodinamicamente stabile”, una logistica che consenta di mantenere brevi i tempi, e la disponibilità della miglior equipe chirurgica (cioè quella più esperta). Per quanto riguarda i riceventi, penso che quasi tutti potrebbero avere un trapianto robotico. Forse coloro che hanno una grave aterosclerosi, pregressi interventi, o altre peculiarità potrebbero non essere i candidati migliori.
moderatore Come è cambiata la tecnica, negli anni?
Prof. Ugo Boggi La tecnica del trapianto di pancreas è cambiata molto dagli inizi, e poco negli ultimi 20 anni. Direi che negli ultimi 20 anni, dopo la tecnica dei “drenaggio vescicale” la maggiore innovazione è stata il drenaggio portale-enterico. Se funzionerà nei grandi numeri, credo che la tecnica di trapianto con il robot potrebbe essere un vero, nuovo, passo in avanti. Io stesso non avrei mai creduto che sarebbe stato possibile eseguire un trapianto di pancreas in laparoscopia.
moderatore In effetti... è un grande passo in avanti!
giampi71 La carenza di donatori avrà influito anche sulla tempistica della lista di attesa, giusto? Si può ipotizzare una durata della lista di attesa? Ovviamente una media (giorni, settimane, mesi...)
Prof. Ugo Boggi Caro giampi71, è difficile ipotizzare la durata dell’attesa. Certo, dipende dalla disponibilità dei donatori, questo è ovvio, ma dipende anche da caratteristiche individuali e, in ultima analisi, dalla “fortuna”.
Daniela58 Sono in lista attiva da voi da gennaio 2010, il tempo massimo d’attesa finora riscontrato sempre per pacreas isolato?
Prof. Ugo Boggi Cara Daniela58, non so se il suo sia un record. Di certo non mi fa piacere che attenda da 1 anno. Il problema è che in Italia c’è un forte calo di donazioni e che i donatori sono sempre più vecchi (e quindi non idonei per il pancreas).
edda Vorrei fare una domanda, forse ovvia ma, sapete, sono all’inizio e devo imparare ancora tante cose. La mia domanda è questa: un malato di DM1, a cui viene trapiantato il pancreas, come si concilia col sistema immunitario? Visto che il pancreas continua a essere attaccato dal sistema immunitario.
Prof. Ugo Boggi Cara edda, la possibilità di recidiva autoimmune della malattia esiste, ma è molto rara. Diciamo che anche nel lungo termine è responsabile della perdita di funzione in non più del 5% delle persone. Ciò è dovuto alla terapia antirigetto che impedisce anche la recidiva autoimmune.
edda Grazie Prof.
palmina Buonasera, ho 65 anni e 50 di diabete, vorrei sapere se nel mio caso, con l’aggiunta di un ima, rimane ancora possibile il trapianto del pancreas e con quali risultati. Quanto può essere il tempo di attesa? Al momento faccio 35 unità di insulina suddivisa in tre pasti. Grazie.
Prof. Ugo Boggi Cara Palmina, su due piedi mi verrebbe da dire che il trapianto non sarebbe la cosa migliore per lei, ma la scelta dipende da molti fattori.
palmina Come glicata sono 7,3 e tutte le altre analisi sono nella norma.
Prof. Ugo Boggi Palmina, una glicata a 7,3 mi sembra buona. Complimenti.
maver Professore, con 6,3 di glicata volevano darmi la pillola dopo pasto (cosa che non ho voluto), al controllo successivo era scesa a 5,8.
Prof. Ugo Boggi Caro Maver, 6,3 di glicata è favoloso (direi normale). 5,8 è ancora meglio. Complimenti anche a lei.
SANDRAD Sto entrando in lista trapianto combinato, posso farlo con il robot? Quanto dura l’intervento con il “robot”?
Prof. Ugo Boggi Sandrad, la scelta è fare o non fare il trapianto. Farlo con il robot è qualche cosa in più. Se si può bene, altrimenti va benissimo anche il metodo tradizionale. Per ora abbiamo fatto due trapianti di pancreas con il robot (1 PTA e 1 SPK). Il trapianto PTA è durato “solo” 3 ore, quello SPK circa 6 (più o meno come quello tradizionale).
moderatore Quali sono i vantaggi del trapianto robotico?
Prof. Ugo Boggi I vantaggi del trapianto robotico sono quelli tipici della laparoscopia e quindi: meno dolore, ripresa post-operatoria più rapida (anche della funzione intestinale) e minor rischio di complicanze di ferita (come l’infezione).
moderatore Grazie.
bea Quando parla di grave arteriosclerosi, a quali patologie si riferisce?
Prof. Ugo Boggi Cara bea, a volte le arterie, dopo molti anni di diabete, si induriscono e diventano sede di depositi di calcio. In questi casi non è sempre facile trovare un punto in cui i vasi siano sufficientemente “teneri” da poter essere cuciti.
giampi71 Ci sono limiti di età per accedere a un eventuale trapianto di solo pancreas ?
Prof. Ugo Boggi Caro giampi71, il limite, convenzionale, è di 60 anni ma deve essere valutato caso per caso.
moderatore Professore, qual è l’età minima per accedere a trapianto? Tanti giovani mi chiedono... tanti genitori...
Prof. Ugo Boggi Non esiste un’età minima per accedere al trapianto. Per i pancreas, però, non è frequente che i pazienti siano in età pediatrica dal momento che il diabete, normalmente, per raggiungere lo stadio in cui il trapianto è indicato impiega in media 20-25 anni.
AURORA70 Allora sono estremamente fortunata dopo 32 anni di diabete.
SANDRAD Il Da Vinci robot esiste solo a Pisa o anche in altri Centri in Italia? grazie
Prof. Ugo Boggi Sandrad, il robot Da Vinci è presente anche in altri ospedali anche se non in tutti, essendo una tecnologia molto costosa (3,3 milioni di euro). È inoltre raro che i chirurghi che praticano i trapianti siano anche chirurghi mini-invasivi e che si siano dedicati alla robotica.
moderatore Prof, ti dò un’anteprima: sul prossimo numero di Vivere il Diabete (della SID) ci sarà un breve articolo sul tuo trapianto robotico... indovina chi l’ha proposto?
Prof. Ugo Boggi Provo a indovinare, lo hai proposto tu. Giusto?
moderatore Sono entrata a far parte del board editoriale di VID e non potevo non iniziare con un articolo sui trapianti! http://www.vivereildiabete.org/ index.php/component/content/article/150
Daniela58 Quanti anni “dura” un trapianto?
Prof. Ugo Boggi Daniela58, la domanda che mi pone è difficile. Diciamo che per un trapianto di pancreas, oggi, attendiamo che il 90% delle persone sia insulinoindipendente dopo 1 anno dal trapianto. Attendiamo anche che ci sia un calo progressivo di funzione e che l’1-2% dei pazienti tornino a essere diabetici ogni anno. Nel complesso, direi che il trapianto di pancreas spesso offre una funzione duratura.
Angel Buonasera Prof. Ugo Boggi, sono insulinodipendente dall’età di 23 anni. Ho 38 anni e la glicemia è in soddisfacente compenso glicemico. Non ho pertanto alcun problema in corso a parte la stanchezza nel dover controllare spesso la glicemia. Sarebbe inutile secondo lei pensare a un trapianto?
Prof. Ugo Boggi Cara Angel, se il diabete va bene e il “problema” è “solo” la gestione direi che il trapianto non è la scelta migliore per lei.
Angel È vero che chi ha un buon compenso glicemico non ha o non dovrebbe avere complicanze... ciò non significa, però, buona qualità della vita! Adesso ho la pazienza di farmi gli stick, ma…
SANDRAD È vero che il tempo d’attesa al trapianto è inferiore se il trapianto è combinato? Grazie.
Prof. Ugo Boggi Sandrad, rispetto al trapianto di solo rene, in linea di massima sì; rispetto al trapianto di solo pancreas, in linea di massima, no. Ma tutto sta cambiando, non vorrei essere ripetitivo ma i donatori sono sempre meno e sempre più vecchi.
ninocampanella Se ho ben capito con il trapianto non finisce l’insulinodipendenza.
Prof. Ugo Boggi Caro Nino, ha capito male. Con il trapianto il diabete se ne va e si diventa come quelli che il diabete non lo hanno mai avuto cioè INSULINOINDIPENDENTI
ninocampanella Chiedo venia.
moderatore Nino, il trapianto rende insulinoindipendenti: sembra impossibile, eh?
donata Beh, ma ci sono sempre gli immunosoppressori da prendere e non è un gioco... o sbaglio?
Prof. Ugo Boggi Sì, ci sono immunosoppressori da prendere e non è un gioco. Però domenica 28 Novembre io e un trapiantato di rene pancreas (che prende gli immunosopressori) ci siamo corsi la maratona di Firenze (42 Km) sotto il diluvio universale e con un freddo polare. Io sto bene e lui pure. Con il trapianto si vive più a lungo che senza ma soprattutto meglio.
moderatore Che bella cosa! Grande Pietro!
Prof. Ugo Boggi Sì Daniela, è stata una cosa speciale. È stata speciale per Pietro che ha corso con me ed è stata speciale per me che ho corso con lui. Poi ti mando le foto. Anche se ho impiegato un’ora più del solito e il tempo era pessimo, forse è stata la più bella maratona della mia vita.
moderatore Vedrò volentieri le foto.
donata Certo doc, è bellissimo ma rimane sempre il problema degli immunosoppressori... quante pastiglie bisogna prendere?
moderatore Donata, mio fratello prende 4 pastiglie al giorno: bisogna sfatare questo mito (fesseria!) delle tante pastiglie!
Prof. Ugo Boggi Per quanto riguarda le “pasticche” sono effettivamente poche e, pur non avendo mai sperimentato personalmente le difficoltà del diabete, tutti dicono che è molto più semplice prendere le pillole che farsi le iniezioni.
moderatore Direi!!!
donata Certo che sì.
Prof. Ugo Boggi Certo, e poi non si devono più fare gli stick. Pensate che Pietro, il “ragazzo” con cui ho corso la maratona, ha corso con me per 4 ore mangiando un pezzo di banana e due cialde di Enervit. Non si è fatto lo stick prima di partire, non si è fatto lo stick durante e neppure dopo.
donata Beato lui... che bello.
moderatore Una volta al mese fa le analisi e controlla i dosaggi degli immunosoppressori, se sono ok, i rischi di effetti collaterali sono minimi.
donata lo so Dany, ma tuo fratello sono anni che ha fatto il trx
moderatore Ma la terapia è la stessa di 9 anni fà: dopo i primi 6 mesi già faceva questa terapia.
Donata Gli immunosoppressori non portano complicanze?
Prof. Ugo Boggi Gli immunosoppressori portano delle complicanze come tutti i farmaci. Questo è forse il motivo principale per cui il trapianto del pancreas non è consigliato a tutti ma, in coloro in cui lo è, le complicanze degli immunosoppressori sono meno di quelle del diabete.
max68 Scusi prof. mi faccia capire, come se avessi 5 anni, il trapianto sarebbe la soluzione migliore ma... se non si hanno delle complicanze “notevoli” non vieni inserito nella lista dei possibili trapiantabili, ho capito bene?
Prof. Ugo Boggi Caro Max, la decisione se fare o non fare il trapianto è un bilancio fra rischi e benefici. Attualmente, da un punto di vista medico, si ritiene che l’equilibrio favorisca il trapianto in certe condizioni.
aldonax Dr. Boggi che limiti di età e di peso esistono per il trapianto?
Prof. Ugo Boggi Aldonax, il limite di età è relativo alle condizioni mediche del paziente. Per il peso diciamo che l’indice di massa corporea non dovrebbe essere > 30 kg/m2; in ogni caso, meno sovrappeso si è e maggiori sono le probabilità di successo.
palmina È vero che l’insulina Lantus solo star è cancerogena, grazie.
Prof. Ugo Boggi Cara palmina, non ho elementi sicuri per rispondere alla sua domanda.
palmina Ma se fosse così si potrebbe sostituirla con un’altra insulina assieme alla apidra?
Prof. Ugo Boggi Cara palmina, mi pone domande da diabetologo, io sono solo un chirurgo. Può chiedere al Prof. Piero Marchetti.
moderatore Per favore, ponete solo domande sul trapianto, che è il tema della serata.
Daniela58 Saluto lei e tutti voi, vado al concerto di mio figlio pianista... ma il mio cellulare caro Prof. Ugo Boggi è sempre acceso per il mio grande regalo di Natale! Grazie e buone feste.
moderatore In bocca al lupo Daniela, tienici informati!
maver Perché non è diffuso a livello di medicina di base, e anche a livello informatico, con programmi televisivi il trapianto di pancreas? Anche un noto medico diabetologo del San Raffaele ha parlato di tutto sul diabete in tv, meno che del trapianto.
moderatore Già, chissà perché…
giampi71 La terapia degli immunosoppressori, rispetto al trapianto di isole, è più forte o no? Ovviamente se non conosce la terapia per le isole può tranquillamente non rispondermi.
Prof. Ugo Boggi La terapia per le isole è lievemente più forte rispetto a quella per il pancreas. Le isole sono, in tutto e per tutto, più deboli del pancreas intero.
settembrino Buonasera a tutti, sono in linea da adesso, non so se è già stata fatta la seguente domanda al professore: è mai stato pensato uno studio che miri a costruire cellule beta artificiali?
Prof. Ugo Boggi Settembrino, studi ce ne sono tanti. Costruire una beta cellula completamente funzionante però è molto difficile perché le isole sono molto “intelligenti” e non producono solo insulina ma anche altri ormoni (meno noti) ma anch’essi molto importanti.
rosario Il prof. Marchetti, circa 6 anni fa, mi disse che non era indispensabile fare il trapianto perché ero geneticamente protetto, ora ho problemi con la retina, sono diventato diabetico al compimento di 6 anni, ora ne ho 47: pensa che lo dovrei fare?
Prof. Ugo Boggi Caro Rosario, penso che potrebbe tornare a parlare con il Prof. Marchetti.
ninocampanella Perché si cerca di curare il diabete ma non si studia la causa della patologia?
. Prof. Ugo Boggi Caro Nino, esistono molti studi sulle cause del diabete. Ad esempio, circa 2 o 3 anni or sono il Prof. Marchetti ha pubblicato su PNAS (una delle riviste mediche di maggior prestigio) il ruolo causativo del Coxakie virus B4. Ma la strada è lunga, e per lo più in salita.
moderatore Lo trovate su Portale Diabete: http://www.portalediabete.org/ricerca/639-una-speranza-dalla-ricerca-italiana-parla-il-prof-francesco-dotta-autore-dello-studio-che-ha-portato-alla-scoperta-di-un-virus-che-potrebbe-essere-uno-dei-fattori-che-contribuiscono-alla-comparsa-del-diabete-tipo1-
ninocampanella Allora la causa sarebbe un virus? Diffusissimo, visto la grandissima diffusione del diabete.
Prof. Ugo Boggi Caro Nino, una delle cause è un virus. Noi siamo contenti che il nostro gruppo (il Prof. Marchetti in particolare) lo abbia scoperto. La “situazione” però è più complessa. Dobbiamo studiare ancora molto.
ninocampanella Speriamo che si trovi presto una soluzione, ma sarà osteggiata dalle case farmaceutiche.
SANDRAD In caso di rigetto è sempre mantenuto all’interno il nuovo organo?
Prof. Ugo Boggi A volte in caso di rigetto il pancreas è mantenuto e altre volte è rimosso.
donata Ma, mi scusi, se io volessi e parlo del mio volere... potrei decidere di fare il trapianto a Pisa? O ci deve essere un autorizzazione del mio diabetologo?
Prof. Ugo Boggi L’autorizazzione del suo diabetologo non è obbligatoria. Sarebbe opportuna una condivisione. Se lei volesse e se esistessero le condizioni mediche “minime”, certamente che potrebbe fare il trapianto a Pisa.
donata Cosa vuol dire condizioni mediche minime?
Prof. Ugo Boggi Condizioni mediche minime significa che lei abbia delle indicazioni riconosciute o che almeno non abbia delle controindicazioni riconosciute.
moderatore Qui trovi le indicazioni (sono dell'IsMeTT, ma valgono per tutti): http://www.portalediabete.org/trapianti/trapianto-di-pancreas/571-istituto-mediterraneo-per-i-trapianti-e-le-terapie-ad-alta-specializzazione
donata ok... grazie Dany. Quindi, in pratica, è solo una nostra scelta, giusto?
Prof. Ugo Boggi Donata, in definitiva è una scelta del paziente (sempre). Il medico non può, e non deve, avere un ruolo impositivo né in senso propositivo né in senso proibitivo. Il medico è un consigliere, se diventa un “duce” allora è fuori dai suoi compiti.
donata Certo doc ci mancherebbe!!! Ma sappiamo bene cosa vuol dire essere diabetici nel senso delle ipo e iper... io intendevo dire se però i trapianti sono cosi ottimali perché non evitare tutto questo?
marco1985 Sono alte le possibilità di rigetto dell’organo? E se succedesse, che provvedimenti si prendono?
Prof. Ugo Boggi Caro Marco, no, le possibilità di rigetto sono relativamente basse, (anche se esistono). Se succede esistono delle terapie anti-rigetto solitamente efficaci che vengono guidate da una biopsia (cioè da un piccolo prelievo di un minuscolo frammento dell’organo).
maver Ma se per casualità dovessi avere rigetto di pancreas, in automatico ci sarebbe quello del rene?
moderatore Bella domanda Maver.
Prof. Ugo Boggi No, il pancreas è più sensibile del rene al rigetto. Spesso i due organi rigettano simultaneamente (ma non sempre). Il rene, più facilmente, viene “salvato”.
giampi71 Qual è la procedura per verificare se si è o meno idoneo al trapianto di solo pancreas ?
Prof. Ugo Boggi Caro Giampi, nel nostro Centro tutto inizia con un colloquio informativo. Se si decide di procedere, si iniziano degli accertamenti. Alla fine degli accertamenti viene presa una decisione finale (sia dai medici che dal paziente).
AURORA70 Il rigetto può provocare danni anche ad altri organi?
Prof. Ugo Boggi Aurora, il rigetto per se stesso di solito no. Gli altri organi potrebbero essere coinvolti dagli effetti collaterali dei farmaci usati per trattare il rigetto.
SANDRAD È possibile fare contemporaneamente l’SPK con donatore di rene vivente e ovviamente di pancreas da cadavere?
Prof. Ugo Boggi Sandrad, sì, è possibile fare rene da vivente e pancreas da cadavere. Noi ne abbiamo fatti una trentina. Per alcuni aspetti, questa scelta può essere vantaggiosa rispetto al trapianto solo da cadavere.
SANDRAD Per il fatto che è sempre meglio ricevere un organo da un “vivo”?
Prof. Ugo Boggi Sandrad, la valenza del rene da donatore vivente è esattamente il doppio di quello da donatore cadavere. Io, se avessi una delle mie figlie in dialisi o vicina alla dialisi, non le farei fare il trapianto da cadavere ma le darei uno dei miei reni (a dire il vero a una figlia anche tutti e due).
SANDRAD Nel caso dei diabetici in lista trapianto è meglio farlo prima di entrare eventualmente in dialisi vero? Perché? Grazie.
Prof. Ugo Boggi Sandrad, assolutamente meglio prima di entrare in dialisi: “the sooner, the better”.
SANDRAD Qual è il livello di GFR e di glicata che, diciamo così, obbligano a entrare in lista?
. Prof. Ugo Boggi Sandrad, se si parla di un paziente con insufficienza renale la glicata non conta più, conta solo la funzione renale. Il livello di GFR è relativo e dipende anche da grado di proteinuria. Convenzionalmente è un GFR < 30 ml/mi, ma può essere anche più alto se c’è una proteinuria importante.
SANDRAD Io ho 2,1 di creatinina e 27 di egfr, pensa che debba entrare in lista? proteine 100
Prof. Ugo Boggi Sandrad, se 100 sono mg/24 h la proteinuria è bassa. Ma con 27 di GFR a risposta è sì! Se poi ha un potenziale donatore vivente di rene la risposta potrebbe essere: che cosa aspetta? Scherzi a parte, sì potrebbe già essere il momento giusto.
SANDRAD La ringrazio per la risposta, sono terrorizzata, ho già fatto molto per entrare in lista ma ho problemi psicologici ho paura, ho paura.
robemilio2002 Buona sera ma da che anni è possibile fare il trapianto?
Prof. Ugo Boggi Robemilio, il trapianto non ha limiti di età verso il basso ma di solito è indicato dopo 20-25 anni di diabete. L’età media dei pazienti al trapianto è di circa 35 anni.
robemilio2002 Le chiedevo questa cosa perché ho una bambina di 7 anni.
Prof. Ugo Boggi Avevo intuito. È presto per il trapianto, curi bene sua figlia e speriamo che non abbia bisogno del trapianto.
aurora74 I farmaci antirigetto però possono causare tumori?
Prof. Ugo Boggi Aurora, sì, possono causare tumori, ma ciò accade in una minoranza delle persone.
aurora74 È la mia paura, non farei mai un trapianto per questo motivo.
moderatore Quante persone conosci che sono morte di cancro senza esser state trapiantate?
aurora74 Troppe purtroppo.
moderatore Appunto, e quanti diabetici muoiono, anche di cancro... senza essere stati trapiantati...
maver Anch’io la pensavo così Aurora.
Prof. Ugo Boggi Cara Aurora, non deve né farsi “abbindolare” dal trapianto né farsi “terrorizzare” da superstizioni e/o timori generici. I farmaci immunosoppressori hanno effetti collaterali ma, grazie a loro, i trapianti sono possibili, funzionano, e fanno vivere meglio e più a lungo.
maver Siamo tutti dei comuni mortali, prima o dopo succederà a tutti. solo che oggi miglioro la qualità della vita.
Angel Lei crede che anche dopo più di 20-25 anni si possa convivere serenamente senza trapianto... o inevitabili sono le complicanze con l’andare degli anni?
Prof. Ugo Boggi Angel, non credo che le complicanze siano inevitabili. Credo che se dopo 20-25 anni non ci sono complicanze gravi probabilmente non ve ne saranno. Ma ogni caso deve essere valutato singolarmente senza dimenticare la qualità della vita. Cioè, non è compito mio, né di nessun medico, dire a un altra persona che “deve” vivere con il diabete. Il nostro compito è solo quello di consigliarvi secondo scienza e coscienza.
AURORA70 Credo che anche tenere un buon compenso metabolico e con delle buone glicemie si può vivere a lungo e bene senza dover ricorrere al trapianto.
Prof. Ugo Boggi Aurora, ha ragione. Ciò è anche il principale risultato del famoso studio DCCT.
moderatore Purtroppo nonostante il DCCT i diabetici continuano a morire, ad andare in dialisi, ad essere amputati...
Prof. Ugo Boggi Cara Daniela, quello che dici è vero anche perché la vita non è un trial, cioè non è facile vivere tutti i giorni, tutte le ore, tutti i minuti come in uno studio finalizzato. Questo è anche il motivo per cui il trapianto del pancreas è superiore alla terapia insulinica intensiva, perché il metabolismo è Ok senza “sacrifici”.
AURORA70 Mi perdoni Professore, sono diabetica da 32 anni non ho complicanze e glicate 6- 6,1... per il momento credo di poter essere più che soddisfatta e non pensare a un trapianto... gli stick li faccio ben volentieri perché proprio con il loro utilizzo riesco ad avere un ottimo controllo.
Prof. Ugo Boggi Bene Aurora, penso anch’io che il trapianto possa aspettare.
moderatore Aurora, nessuno qui sta dicendo che “bisogna” fare il trapianto!
AURORA70 Lo credo bene Daniela...
donata Beh... Daniela però se fosse cosi semplice perché non viene proposto a tutti?
moderatore Perché il trapianto non è una cura, ma un’opzione terapeutica in caso di complicanze.
donata A me non è stato mai proposto.
moderatore Forse non ti serve
donata A tutti servirebbe se si tratta di non fare più insulina.
Moderatore La ratio del trapianto non è ‘non fare più insulina’. Se è vero che una buona glicata protegge dalle complicanze, è altrettanto vero che non è facile ottenerla. E si sviluppano complicanze, anche mortali…
Prof. Ugo Boggi Daniela ha ragione, ripeto la vita non è un trial.
Angel Bravo, mod!
maver Eravamo due fratelli diabetici... nessun caso in famiglia di diabete. Mio fratello è passato a miglior vita, io sono stato trapiantato.
donata È proprio quello il grande problema purtroppo.
moderatore C’è chi è più “bravo”, chi più “fortunato”, chi geneticamente predisposto...
giampi71 Purtroppo una buona glicata è una media e la media è fatta da alti e bassi :-(
AURORA70 Infatti, bisognerebbe sensibilizzare il più possibile i pazienti alle tecniche di autogestione per ottimizzare li compenso, piuttosto che aspettare le complicanze e ridursi al trapianto.
moderatore Anche i sassi sanno che con un buon controllo glicometabolico c’è minor rischio di complicanze, ma se le complicanze arrivano lo stesso, forse vuol dire che non è così semplice ottenerlo quel controllo!
AURORA70 Sì, ma sembra che i sassi preferiscano un trapianto e prendere pastiglie piuttosto che fare stick e insulina per gestirsi.
moderatore Non dire sciocchezze, sei offensiva! Non hai idea di cosa sia sottoporsi a un trapianto: non ti permettere di dare certi giudizi!
orsetto Non credo che Aurora voglia offendere, ma solo ribadire che l’autogestione è fondamentale!
moderatore Quello l'abbiamo già detto! Ma una volta che ci sono le complicanze, l'autogestione non basta più!
AURORA70 Assolutamente no Daniela, stavo solo rispondendo alla tua dei sassi... e spero bene che nessuno pensi di ricorrere al trapianto per non dover più fare insulina... ovvio e doveroso sottolineare questo.
moderatore Chi fa un trapianto non lo fa per non fare più sticks e insulina!
AlessandraT Mi permetto di dire che un trapianto è, se non l’unico, uno degli interventi più pericolosi e invasivi che esistano, almeno per ora, anche se siamo arrivati alla robotica.
Prof. Ugo Boggi Alessandra, il trapianto è un intervento delicato (o invasivo se preferisce). È per questo che non è consigliato a tutti. In ogni caso, in chi è consigliato è molto (molto, molto, molto, molto) meno invasivo del diabete. Mi creda.
AlessandraT Sono dell’opinione che sia l’unica soluzione a una menomazione grave e certa... altrimenti si può stare con l’insulina gli stick e via dicendo.
moderatore Esatto, nessun lo fa come “scorciatoia”.
settembrino Io ho 32 anni di diabete e 56 di età, la glicata oscilla fra 7,5 e 8, nessuna complicanza seria. Mi ritengo fortunato ma non è la prima volta che mi sento dire che dopo tanti anni le complicanze sono meno probabili.
xbetta Buonasera a tutti, prof mi scusi, sono appena arrivata, mi spieghi quindi dopo tanti anni di diabete (gestito bene) e di non complicanze le probabilità di svilupparle diminuiscono?
Prof. Ugo Boggi xbetta, non è che le possibilità “diminuiscono”. Diciamo che se dopo 20-25 anni, il rene è OK, l’occhio è OK, etc., ciò vuol dire che il paziente si è gestito bene e che, probabilmente, non è geneticamente predisposto. Allora, generalizzando un po’, si può dire che è poco probabile che compaiano complicanze croniche gravi e rapidamente evolutive.
Angel Scusatemi ma devo andare a malincuore. A tutti in bocca al lupo, e che Dio ce la mandi buona! Grazie, Prof. Ugo Boggi, grazie moderatore.
moderatore ciao Angel
SANDRAD Quanto dura la convalescenza dopo un trapianto spk?
Prof. Ugo Boggi Sandrad, la degenza media in ospedale è di circa 15-20 giorni. Quando si va a casa si sta bene ma i veri vantaggi si iniziano a sperimentare dopo 2-3 mesi.
Moderatore Ci salutiamo, prof?
Prof. Ugo Boggi Cara Daniela, è stato un piacere stare con voi, dopo tanto tempo. Se non sbaglio, l’ultima volta vi avevo dato “buca” (Anche se contro la mia volontà). Mi scuso ora per allora. Grazie di avermi ospitato.
moderatore Quando dai buca per un trapianto... è festa! e siamo sempre onorati della tua presenza.
marco1985 Salve prof. alla prossima.
AURORA70 Grazie Professore Buonasera e grazie di aver risposto alle nostre domande.
xbetta Grazie, alla prossima.
donata Grazie mille doc, speriamo che comunque tutto venga fatto bene.... grazie buonanotte
gina63 Grazie Prof. Ugo Boggi buonasera tutti
Prof. Ugo Boggi Grazie marco, grazie xbetta, grazie donata, grazie max, garzie gina, alla prossima.

In 4 parole
Dal 1966, anno del primo trapianto di pancreas, ad oggi, sono stati eseguiti oltre 20 mila trapianti di pancreas.
In tutto il mondo, oltre 200 centri trapianto offrono ai diabetici un’alternativa alla dose quotidiana di insulina e alle complicanze, ogni anno vengono praticati oltre 1800 trapianti di pancreas con una percentuale di successo dell’80-85% (intesa come insulinoindipendenza).
Il trapianto di pancreas rappresenta un’indubbia vittoria della scienza sul diabete.

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Il trapianto di pancreas isolato.

I trapianti per i pazienti diabetici.

A Pisa prima trapianto di pancreas robotico nel mondo.

Trapianto e diabete a portata di mouse: vantaggi e rischi per il paziente "telematico".