Lucia Briatore
Lucia Briatore, 33 anni di Savona laureata e specializzata in Scienza dell'Alimentazione a Genova, sta seguendo un Dottorato di ricerca in Medicina Interna a Genova. Attualmente si occupa del ambulatorio di diabetologia nel reparto di Medicina Interna dell'Ospedale S. Corona di Pietra Ligure (SV).

Il tema della serata è "Abbasso l'insulinoresistenza".

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moderatore Benvenuti a una nuova chat di Diabete.it. Argomento della serata, i misteri della insulinoresistenza. E' con noi Lucia Briatore, che ringrazio per aver accettato di tornare con noi
LUCIA BRIATORE Grazie a voi dell'invito
Lisa Come mai l'insulinoresistenza fa così tanti danni?
LUCIA BRIATORE Prescisamente non si conosce come mai l'insulinoresistenza causa problemi, ma principalmente determina danni a livello vascolare, favorisce l'aterosclerosi, la steatosi epatica e sembra anche che aumenti le complicanze microvascolari
ropez Vorrei sapere come si fa a capire quando si è insulinoresistenti
LUCIA BRIATORE I medoti per misurare l'insulinoresitenza sono piuttosto complessi. Generalmente si usano dei parametri surrogati associati ad insulinoresitenza che sono il BMI, il giro-vita, un parametro chiamato HOMA IR e la quantità toatale di insulina somministrata
ropez Ma è possibile ridurre l'insulinoresistenza? Come?
LUCIA BRIATORE Per ridurre l'insulinoresistenza si possono usare tre modi: i farmaci, l'attività fisica e la dieta. Tra i farmaci il principale è la metformina, seguita da Pioglitazone.
ropez Cioè? Una persona "normale" come può fare? Se vedo che arrivo alta al mattino, in teoria aumento l'insulina. Ma questo è indice di insulinoresistenza?
LUCIA BRIATORE Qualsiasi tipo di esercizio fisico è utile, meglio quelli di tipo aerobico, soprattutto se consente di perdere peso e ridurre il grasso addominale. Per quanti riguarda la dieta sembra che un'alimentazione ricca di grassi aumenti l'insulinoresistenza, quindi la dieta mediterranea rimane sempre la più sana e indicata anche per questo problema
ropez Non è che facendo sempre più insulina si crea l'effetto rimbalzo creando una "finta" necessità che poi peggiora la situazione?
LUCIA BRIATORE Certamente se la glicemia è alta è necessario aumentare l'insulina per manterene un compenso glicemico ideale. Il problema è se ho la glicemia alta perchè ho esagerato con gli aperitivi o i dolci, o se sono sedentario e quindi "brucio" poco.
lisa69 Ma l'insulinoresistenza è solo nel diabete 2 o anche 1?
LUCIA BRIATORE Nel diabete tipo 2 l'insulinoresitenza è quasi sempre presente, ma sembra che sia relativamente frequente anche nel tipo 1. Anche in assenza di diabete ci poù essere insulinoresitenza: in questi casi l'organismo deve produrre più insulina per ottenere lo stesso effetto. Una persona non diabetica ma insulinoresitente riesce a produrre una quantità di insulina sufficiente a mantenere la glicemia nella norma, mentre nel diabetico c'è un deficit assoluto o relativo di secrezione insulinica e la glicemia aumenta. Chi ha l'insulinoresitenza anche senza il diabete è comunque a maggior rischio di patologie cardiovascolari, spesso è iperteso, ha il colesterolo LDL e i trigliceridi alti e il colesterolo HDL basso.
moderatore Lo stile di vita non sedentario e la dieta intelligente cui accennava prima la dottoressa valgono per tutti.
ropez Quindi è una questione "solo" di consumo!
LUCIA BRIATORE Cosa vuol dire 'questione di consumo'?
ropez Di movimento, di utilizzo degli zuccheri.
LUCIA BRIATORE In un certo senso si, ma il consumo non riguarda solo gli zuccheri ma anche i grassi. Un atleta allenato, ad esempio, ha i muscoli in grado di bruciare con più facilità i grassi e questo riduce la sua insulinoresistenza.
aliberto In altre parole uno più è sedentario più gli aumenta l'insulinaresistenza
LUCIA BRIATORE Generalmente è così, la sedentarietà causa insulinoresitenza, anche se, come per tutte le cose, c'è sempre una predisposizione genetica e su cui agiscono fattori ambientali (sedentarietà e dieta in primis)
donata Quindi chi è insulinoresistente è perché produce troppa insulina?
LUCIA BRIATORE Produrre troppa insulina è la conseguenza e non la causa dell'insulinoresistenza: tutto parte dal fatto che l'insulina prodotta non funziona a dovere, per meccanismi svariati a livello molecolare, e quindi il corpo è costretto a produrne di più per mantenere la glicemia nella norma, perchè la glicemia regola con un meccanismo a feed-back la produzione di insulina
donata Quindi se si fà attività sportiva si produce + insulina?
LUCIA BRIATORE Se si fa attività sportiva si produce meno insulina: il muscolo sotto sforzo riesce a metabolizzare lo zucchero anche se in circolo c'è poca insulina. Per questo si dice alle persone diabetiche di ridurre l'insulina quando fanno sport.
donata In pratica cosa ci consiglia di fare??
LUCIA BRIATORE Lo sport o meglio in generale l'attività fisica è fondamentale. E' scorretto parlare di "dieta ideale" senza contare l'attività fisica, tanto che nelle ultime piramidi alimentari per una vita sana l'attività fisica è alla base della piramide.
aliberto Per dieta cosa è opportuno mangiare? o magari non mangiare?
LUCIA BRIATORE La dieta ideale per ridurre l'insulinoresitenza non si discosta molto dalla dieta "corretta" che dovremmo seguire tutti: carboidrati complessi e pochi carboidrati semplici alla base, tanta verdura e un po' di frutta, pochi grassi soprattutto di origine vegetale (olio di oliva), proteine senza esagerare. Il problema è che quasi nessuno di noi mangia in questo modo.
DANIELELP83 La dieta mediterranea...?
LUCIA BRIATORE Proprio così, la dieta mediterranea è quella ideale.
loren Per chi è obeso qual'è l'attività sportiva ideale?
LUCIA BRIATORE Per chi è obeso lo sport ideale è di tipo aerobico senza un eccessivo carico articolare, come può essere il nuoto. In realtà lo sport ideale è quello che una persona pratica volentieri e con regolarità, indipendentemente dalle indicazioni di massima dei libri.
loren Io soffro di diabete di tipo 2 e sono insulinoresistente ho avuto una bambina dieci mesi fa. In che percentuale rischia di diventare insulinoresistente? L'insulinoresistenza può essere ereditaria?
LUCIA BRIATORE L'insulinoresitenza non è una malattia "genetica" quindi non è automatico che i figli l'abbiano se ne sono affetti i genitori. Come detto prima non conta solo la predisposizione genetica ma anche e soprattutto i fattori ambientali. Se insegni a tua figlia a mangiare in maniera corretta e a non essere sedentaria probabilmente non avrà problemi.
ninocampanella L'insulinoresistenza può essere temporanea? Non riesco a spiegarmi dei picchi di glicemia, perciò ho pensato a insulinoresistenza periodici e temporanei
LUCIA BRIATORE Ci possono essere degli stati di insulinoresitenza "temporanei" legati a terapie intercorrenti, ad esempio con cortisone, a patologie infettive o infiammatorie o parafisiologici come succede nei ragazzi con diabeti tipo 1 durante l'adolescenza a causa degli ormoni della crescita. A volte i picchi sono conseguenza di ipoglicemie non riconosciute. Picchi occasionali è difficile che siano dovuti a insulinoresistenza, ma magari possono essere dovuti allo stress, anche emotivo, che fa aumentare gli stessi ormoni che causano insulinoresitenza durante la febbre o le infezioni
ninocampanella Un pò di insulina in eccesso e ritorna la normalità. Si, l'emotività è un disastro
LUCIA BRIATORE Il nostro organismo ha un solo "modo" di reagire indipendentemente che lo stress sia fisico o emotivo... e quelle sono le conseguenza
DANIELELP83 Durante la gravidanza?
LUCIA BRIATORE Anche in gravidanza c'è un aumento dell'insulinoresitenza, soprattutto nella seconda metà della gestazione, e questo è uno dei meccanismi alla base del diabete gestazionale
donata Che però se è un diabete gestazionale dovrebbe andare via giusto??
LUCIA BRIATORE Generalmente il diabete gestazionale scompare dopo il parto, ma chi lo ha avuto è a maggior rischio di sviluppare diabete di tipo 2.
donata Se si fà attività sportiva non credo che la dieta mediterranea vada bene o sbaglio?
LUCIA BRIATORE Certamente che la dieta è compatibile con lo sport.
loren Cosa intende per dieta mediterranea? Io ho seguito per anni una dieta datami qui in puglia dove vivo che non mi dava grandi risultati. Sono andata a Pisa e mi hanno cambiato la dieta e da allora... la maggior parte dei problemi sono rientrati
LUCIA BRIATORE Purtroppo dobbiamo parlare di dieta in maniera un po' generica, ma sicuramente una prescrizione alimentare per un problema specifico deve essere personalizzata
loren Una dieta standard adattata in base alle persone alla loro vita al loro ambiente giusto?
LUCIA BRIATORE La dieta standard non esiste, esitono delle indicazioni di massima che devono essere personalizzate
ropez A una persona di mia conoscenza anziana, diabetica scompensata, ricoverata (per motivi cardiologici) in un ospedale diverso da quello dove faceva i controlli, dopo averle rilevato per due giorni, ogni due ore, la glicemia, hanno dimezzato le unita' di insulina. Questo sia pranzo che a cena. Ora non è più così scompensata e non rischia di cadere per ipo, come succedeva prima...
LUCIA BRIATORE Se la glicemia è sempre alta e non ci sono ipoglicemie è corretto aumentare l'insulina, o eventualmente aggiugere degli ipoglicemizzanti orali. Tu hai il diabete tipo 1 o 2?
ropez Tipo 1, ma le ipo non possono essere "nascoste"? Servirebbe provare la glicemia ogni 2 ore per un paio di giorni?
LUCIA BRIATORE Penso che tu debba parlarne con il tuo diabetologo che conosce meglio la situazione, eventualmente si possono usare i sistemi di misurazione continua della glicemia che consentono di avere un quadro completo fino a 6 giorni di fila, per scoprire tutte le variazioni possibili e le ipoglicemie
ropez Il diabetologo dopo mesi di controlli e insegnamenti mi darebbe il micro (che gli avevo chiesto) proprio per poter monitorare meglio la situazione con il sensore ma non capiscò perchè non ne è convinto... (adesso mi ritiene idonea ad usarlo)...
LUCIA BRIATORE Forse potresti chiarirti con il tuo diabetologo. Spesso il micro è di aiuto non solo per il monitoraggio ma per personalizzare la dose di insulina e ridurre gli sbalzi, indipendentemente dalle cause
aliberto Come mai nel caso di ipo non riconosciute si possono avere come conseguenza dei picchi?
LUCIA BRIATORE Quando la glicemia scende tropppo il corpo sente una situazione di pericolo e reagisce producendo gli stessi ormoni dello stress di cui parlavamo prima (adrenalina, cortisolo, etc) che fano aumentare la glicemia. E' sempre lo stesso meccanismo
aliberto Allora quando a volte al mattino mi sveglio con la glicemia alta, può darsi che durante la notte abbia avuto un'ipo che non ho sentito a causa del sonno profondo
LUCIA BRIATORE Sì, potrebbe essere stata un'ipo notturna. Per sapere se la glicemia di notte è stata alta o bassa puoi controllare i chetoni e la glicosuria
DANIELELP83 A me capita alle volte dopo l'esercizio fisico.…
LUCIA BRIATORE Che la glicemia sia alta o bassa?
DANIELELP83 Alta oltre le 200
LUCIA BRIATORE Anche in questo caso potrebbe essere una lieve iperglicemia da stress o da ipoglicemia durante l'esercizio
moderatore Dottoressa, i suggerimenti da lei fatti a proposito di esercizio fisico e dieta sono sempre determinanti? L'insulinoresistenza è più gestibile di quanto non si creda? Parlo anche a fini preventivi in caso di evoluzione in db2
LUCIA BRIATORE Forse direi che l'insulinoresistenza non va gestita ma prevenuta o curata, perchè si può ridurre con dieta ed esercizio e quindi tornare quasi alla normalità. Rispetto alla prevenzione del DM tipo 2 la dieta e l'esercizio con un moderato calo ponderale (5% del peso corporeo) sono ancora più efficaci dei farmaci
donata Ma esistono anke medicinali per l'insulinoresistenza?
LUCIA BRIATORE I farmaci che riducono l'insulinoresistenza sono la metformina e il pioglitazone. Entrambi sono efficaci, ma sempre da associare a dieta ed esercizio.
DANIELELP83 E' possibile che dopo diversi anni di diabete 1, il corpo riesca a produrre un minimo di insulina?
LUCIA BRIATORE Può succedere che ci sia una minima secrezione insulinica, ma spesso è insufficiente.
donata Ma c'è un esame che dice se il nostro pancreas produce insulina giusto?
LUCIA BRIATORE Per vedere se c'è secrezione insulinica residua si può misurare il c-peptide a digiuno o dopo lo stimolo dato dal glucosio per via orale o endovenosa. Questi test non sono praticati routinariamente ed hanno soprattutto un'utilità negli studi scientifici ma poca utilità pratica
elelive A me per ridurre l'insulinoresistenza ha aiutato anche il micro
LUCIA BRIATORE Spesso con il micro si riduce il fabbisogno insulinico perchè l'insulina viene somministrata in maniera più corretta, nei tempi e nelle quantità giuste.
elelive Vado 5 volte a settimana in palestra
LUCIA BRIATORE La palestra va benissimo, ma quello che dovremmo fare tutti per combattere l'insulinoresistenza e soprattutto i rischi cardiovascolari associati è fare una vita più attiva, non prendere sempre l'ascensore per andare anche solo al primo piano, fare la spesa a piedi se possibile, fare delle passeggiate nel week end anzichè giocare ai videogiochi. Così come per la dieta anche queste sono generalizzazioni ma spero che il messaggio passi
aliberto l'insulinoresistenza può essere temporanea, magari se ho un periodo un po' sedentario può darsi che abbia bisogno di più insulina che se ne avessi uno pieno di attività motoria?
LUCIA BRIATORE In un periodo sedentario c'è sicuramente bisogno di più insulina
moderatore Nel campo della ricerca dove ci stiamo orientando per individuare i fattori che determinano l'insulinoresistenza in certi individui e non in altri?
LUCIA BRIATORE La ricerca sta indagando quali sono i meccanismi molecolari alla base dell'insulinoresistenza: l'insulina funziona legandosi ad un recettore che è sulle cellule e innescando diversi segnali. Si cerca di capire per quali motivi questi segnali in condizioni di insulinoresistenza sono alterati, a che livello sono alterati, che sostanze o condizioni li alterano e quali li normalizzano. Questi studi sono però ancora ad una fase molto precoce per avere dei riscontri clinici immediati. La quantità totale di insulina non è un parametro assoluto per definire l'insulinoresitenza, soprattutto nel diabete tipo 1
donata Quindi morale della favola… bisogna muoversi e non fare vita sedentaria
LUCIA BRIATORE Sì, è la migliore prevenzione e la migliore cura
donata Io faccio palestra 3 volte la settimana per 3 ore al giorno e mi trovo molto bene, a parte a volte qualche ipo
LUCIA BRIATORE Se poi quello che fai ti piace è la migliore soluzione
ropez In conclusione è meglio ridurre l'insulinoresistenza per evitare danni collaterali, cercando quindi di conseguenza di calare l'insulina iniettata?
LUCIA BRIATORE E' meglio ridurre l'insulinoresistenza e fare l'insulina che serve e non quella che aggiungiamo più o meno consapevolmente a causa della pigrizia o della eccessiva gola
moderatore Cari amici, le 22.30 sono state raggiunte e superate, grazie alla dottoressa Briatore per la sua partecipazione e per le cose utilissime che ci ha detto
LUCIA BRIATORE Grazie a voi per l'ospitalità e spero di ritrovarvi in un'altra occasione

In 4 parole
Punto di partenza del diabete di tipo 2, l'insulinoresistenza va combattuta anche nel diabete di tipo 1 perché permette di raggiungere l'equilibrio glicemico riducendo le dosi di insulina. Ma cosa è esattamente questa insulinoresistenza, che cosa la provoca, cosa la riduce e perché è considerata anche da sola, cioè indipendentemente dal diabete un fattore di rischio cardiovascolare. Lucia Briatore medico e ricercatore ci aiuta ad approfondire il versante medico e scientifico della questione.

In 4 link
Cosa è l'insulinoresistenza
L’insulinoresistenza non è solo una ‘corsia preferenziale’ verso il diabete. È anche una condizione che danneggia le arterie e aumenta già da sola il rischio di ictus e infarti. Occorre quindi diagnosticarla e combatterla. Le armi non mancano, spiega Stefano Del Prato, uno dei massimi esperti mondiali in questo campo.

Processo all'insulina
Cosa avviene quando l’insulina entra in una cellula? Che funzioni svolge, perché a un certo punto l’insulina perde di efficacia e soprattutto quali conseguenze può avere un eccesso di insulina nel sangue? Ne parla Riccardo Vigneri.

Nati dalla resistenza
Diabete, ipertensione, colesterolo o trigliceridi alti. Nella maggior parte dei casi tutte queste condizioni hanno come causa o fattore scatenante l’insulinoresistenza, un processo subdolo che si verifica sempre nelle persone in sovrappeso o anche solo con un po’ di grasso addominale. Combattere la ‘madre di tutti i fattori di rischio cardiovascolare’ è facile.

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