| moderatore |
Benvenuti a una nuova chat di Diabete.it. Argomento della serata, i misteri della insulinoresistenza. E' con noi Lucia Briatore, che ringrazio per aver accettato di tornare con noi |
| LUCIA BRIATORE |
Grazie a voi dell'invito |
| Lisa |
Come mai l'insulinoresistenza fa così tanti danni? |
| LUCIA BRIATORE |
Prescisamente non si conosce come mai l'insulinoresistenza causa problemi, ma principalmente determina danni a livello vascolare, favorisce l'aterosclerosi, la steatosi epatica e sembra anche che aumenti le complicanze microvascolari |
| ropez |
Vorrei sapere come si fa a capire quando si è insulinoresistenti |
| LUCIA BRIATORE |
I medoti per misurare l'insulinoresitenza sono piuttosto complessi. Generalmente si usano dei parametri surrogati associati ad insulinoresitenza che sono il BMI, il giro-vita, un parametro chiamato HOMA IR e la quantità toatale di insulina somministrata |
| ropez |
Ma è possibile ridurre l'insulinoresistenza? Come? |
| LUCIA BRIATORE |
Per ridurre l'insulinoresistenza si possono usare tre modi: i farmaci, l'attività fisica e la dieta. Tra i farmaci il principale è la metformina, seguita da Pioglitazone. |
| ropez |
Cioè? Una persona "normale" come può fare? Se vedo che arrivo alta al mattino, in teoria aumento l'insulina. Ma questo è indice di insulinoresistenza? |
| LUCIA BRIATORE |
Qualsiasi tipo di esercizio fisico è utile, meglio quelli di tipo aerobico, soprattutto se consente di perdere peso e ridurre il grasso addominale. Per quanti riguarda la dieta sembra che un'alimentazione ricca di grassi aumenti l'insulinoresistenza, quindi la dieta mediterranea rimane sempre la più sana e indicata anche per questo problema |
| ropez |
Non è che facendo sempre più insulina si crea l'effetto rimbalzo creando una "finta" necessità che poi peggiora la situazione? |
| LUCIA BRIATORE |
Certamente se la glicemia è alta è necessario aumentare l'insulina per manterene un compenso glicemico ideale. Il problema è se ho la glicemia alta perchè ho esagerato con gli aperitivi o i dolci, o se sono sedentario e quindi "brucio" poco. |
| lisa69 |
Ma l'insulinoresistenza è solo nel diabete 2 o anche 1? |
| LUCIA BRIATORE |
Nel diabete tipo 2 l'insulinoresitenza è quasi sempre presente, ma sembra che sia relativamente frequente anche nel tipo 1. Anche in assenza di diabete ci poù essere insulinoresitenza: in questi casi l'organismo deve produrre più insulina per ottenere lo stesso effetto. Una persona non diabetica ma insulinoresitente riesce a produrre una quantità di insulina sufficiente a mantenere la glicemia nella norma, mentre nel diabetico c'è un deficit assoluto o relativo di secrezione insulinica e la glicemia aumenta. Chi ha l'insulinoresitenza anche senza il diabete è comunque a maggior rischio di patologie cardiovascolari, spesso è iperteso, ha il colesterolo LDL e i trigliceridi alti e il colesterolo HDL basso. |
| moderatore |
Lo stile di vita non sedentario e la dieta intelligente cui accennava prima la dottoressa valgono per tutti. |
| ropez |
Quindi è una questione "solo" di consumo! |
| LUCIA BRIATORE |
Cosa vuol dire 'questione di consumo'? |
| ropez |
Di movimento, di utilizzo degli zuccheri. |
| LUCIA BRIATORE |
In un certo senso si, ma il consumo non riguarda solo gli zuccheri ma anche i grassi. Un atleta allenato, ad esempio, ha i muscoli in grado di bruciare con più facilità i grassi e questo riduce la sua insulinoresistenza. |
| aliberto |
In altre parole uno più è sedentario più gli aumenta l'insulinaresistenza |
| LUCIA BRIATORE |
Generalmente è così, la sedentarietà causa insulinoresitenza, anche se, come per tutte le cose, c'è sempre una predisposizione genetica e su cui agiscono fattori ambientali (sedentarietà e dieta in primis) |
| donata |
Quindi chi è insulinoresistente è perché produce troppa insulina? |
| LUCIA BRIATORE |
Produrre troppa insulina è la conseguenza e non la causa dell'insulinoresistenza: tutto parte dal fatto che l'insulina prodotta non funziona a dovere, per meccanismi svariati a livello molecolare, e quindi il corpo è costretto a produrne di più per mantenere la glicemia nella norma, perchè la glicemia regola con un meccanismo a feed-back la produzione di insulina |
| donata |
Quindi se si fà attività sportiva si produce + insulina? |
| LUCIA BRIATORE |
Se si fa attività sportiva si produce meno insulina: il muscolo sotto sforzo riesce a metabolizzare lo zucchero anche se in circolo c'è poca insulina. Per questo si dice alle persone diabetiche di ridurre l'insulina quando fanno sport. |
| donata |
In pratica cosa ci consiglia di fare?? |
| LUCIA BRIATORE |
Lo sport o meglio in generale l'attività fisica è fondamentale. E' scorretto parlare di "dieta ideale" senza contare l'attività fisica, tanto che nelle ultime piramidi alimentari per una vita sana l'attività fisica è alla base della piramide. |
| aliberto |
Per dieta cosa è opportuno mangiare? o magari non mangiare? |
| LUCIA BRIATORE |
La dieta ideale per ridurre l'insulinoresitenza non si discosta molto dalla dieta "corretta" che dovremmo seguire tutti: carboidrati complessi e pochi carboidrati semplici alla base, tanta verdura e un po' di frutta, pochi grassi soprattutto di origine vegetale (olio di oliva), proteine senza esagerare. Il problema è che quasi nessuno di noi mangia in questo modo. |
| DANIELELP83 |
La dieta mediterranea...? |
| LUCIA BRIATORE |
Proprio così, la dieta mediterranea è quella ideale. |
| loren |
Per chi è obeso qual'è l'attività sportiva ideale? |
| LUCIA BRIATORE |
Per chi è obeso lo sport ideale è di tipo aerobico senza un eccessivo carico articolare, come può essere il nuoto. In realtà lo sport ideale è quello che una persona pratica volentieri e con regolarità, indipendentemente dalle indicazioni di massima dei libri. |
| loren |
Io soffro di diabete di tipo 2 e sono insulinoresistente ho avuto una bambina dieci mesi fa. In che percentuale rischia di diventare insulinoresistente? L'insulinoresistenza può essere ereditaria? |
| LUCIA BRIATORE |
L'insulinoresitenza non è una malattia "genetica" quindi non è automatico che i figli l'abbiano se ne sono affetti i genitori. Come detto prima non conta solo la predisposizione genetica ma anche e soprattutto i fattori ambientali. Se insegni a tua figlia a mangiare in maniera corretta e a non essere sedentaria probabilmente non avrà problemi. |
| ninocampanella |
L'insulinoresistenza può essere temporanea? Non riesco a spiegarmi dei picchi di glicemia, perciò ho pensato a insulinoresistenza periodici e temporanei |
| LUCIA BRIATORE |
Ci possono essere degli stati di insulinoresitenza "temporanei" legati a terapie intercorrenti, ad esempio con cortisone, a patologie infettive o infiammatorie o parafisiologici come succede nei ragazzi con diabeti tipo 1 durante l'adolescenza a causa degli ormoni della crescita. A volte i picchi sono conseguenza di ipoglicemie non riconosciute. Picchi occasionali è difficile che siano dovuti a insulinoresistenza, ma magari possono essere dovuti allo stress, anche emotivo, che fa aumentare gli stessi ormoni che causano insulinoresitenza durante la febbre o le infezioni |
| ninocampanella |
Un pò di insulina in eccesso e ritorna la normalità. Si, l'emotività è un disastro |
| LUCIA BRIATORE |
Il nostro organismo ha un solo "modo" di reagire indipendentemente che lo stress sia fisico o emotivo... e quelle sono le conseguenza |
| DANIELELP83 |
Durante la gravidanza? |
| LUCIA BRIATORE |
Anche in gravidanza c'è un aumento dell'insulinoresitenza, soprattutto nella seconda metà della gestazione, e questo è uno dei meccanismi alla base del diabete gestazionale |
| donata |
Che però se è un diabete gestazionale dovrebbe andare via giusto?? |
| LUCIA BRIATORE |
Generalmente il diabete gestazionale scompare dopo il parto, ma chi lo ha avuto è a maggior rischio di sviluppare diabete di tipo 2. |
| donata |
Se si fà attività sportiva non credo che la dieta mediterranea vada bene o sbaglio? |
| LUCIA BRIATORE |
Certamente che la dieta è compatibile con lo sport. |
| loren |
Cosa intende per dieta mediterranea? Io ho seguito per anni una dieta datami qui in puglia dove vivo che non mi dava grandi risultati. Sono andata a Pisa e mi hanno cambiato la dieta e da allora... la maggior parte dei problemi sono rientrati |
| LUCIA BRIATORE |
Purtroppo dobbiamo parlare di dieta in maniera un po' generica, ma sicuramente una prescrizione alimentare per un problema specifico deve essere personalizzata |
| loren |
Una dieta standard adattata in base alle persone alla loro vita al loro ambiente giusto? |
| LUCIA BRIATORE |
La dieta standard non esiste, esitono delle indicazioni di massima che devono essere personalizzate |
| ropez |
A una persona di mia conoscenza anziana, diabetica scompensata, ricoverata (per motivi cardiologici) in un ospedale diverso da quello dove faceva i controlli, dopo averle rilevato per due giorni, ogni due ore, la glicemia, hanno dimezzato le unita' di insulina. Questo sia pranzo che a cena. Ora non è più così scompensata e non rischia di cadere per ipo, come succedeva prima... |
| LUCIA BRIATORE |
Se la glicemia è sempre alta e non ci sono ipoglicemie è corretto aumentare l'insulina, o eventualmente aggiugere degli ipoglicemizzanti orali. Tu hai il diabete tipo 1 o 2? |
| ropez |
Tipo 1, ma le ipo non possono essere "nascoste"? Servirebbe provare la glicemia ogni 2 ore per un paio di giorni? |
| LUCIA BRIATORE |
Penso che tu debba parlarne con il tuo diabetologo che conosce meglio la situazione, eventualmente si possono usare i sistemi di misurazione continua della glicemia che consentono di avere un quadro completo fino a 6 giorni di fila, per scoprire tutte le variazioni possibili e le ipoglicemie |
| ropez |
Il diabetologo dopo mesi di controlli e insegnamenti mi darebbe il micro (che gli avevo chiesto) proprio per poter monitorare meglio la situazione con il sensore ma non capiscò perchè non ne è convinto... (adesso mi ritiene idonea ad usarlo)... |
| LUCIA BRIATORE |
Forse potresti chiarirti con il tuo diabetologo. Spesso il micro è di aiuto non solo per il monitoraggio ma per personalizzare la dose di insulina e ridurre gli sbalzi, indipendentemente dalle cause |
| aliberto |
Come mai nel caso di ipo non riconosciute si possono avere come conseguenza dei picchi? |
| LUCIA BRIATORE |
Quando la glicemia scende tropppo il corpo sente una situazione di pericolo e reagisce producendo gli stessi ormoni dello stress di cui parlavamo prima (adrenalina, cortisolo, etc) che fano aumentare la glicemia. E' sempre lo stesso meccanismo |
| aliberto |
Allora quando a volte al mattino mi sveglio con la glicemia alta, può darsi che durante la notte abbia avuto un'ipo che non ho sentito a causa del sonno profondo |
| LUCIA BRIATORE |
Sì, potrebbe essere stata un'ipo notturna. Per sapere se la glicemia di notte è stata alta o bassa puoi controllare i chetoni e la glicosuria |
| DANIELELP83 |
A me capita alle volte dopo l'esercizio fisico.… |
| LUCIA BRIATORE |
Che la glicemia sia alta o bassa? |
| DANIELELP83 |
Alta oltre le 200 |
| LUCIA BRIATORE |
Anche in questo caso potrebbe essere una lieve iperglicemia da stress o da ipoglicemia durante l'esercizio |
| moderatore |
Dottoressa, i suggerimenti da lei fatti a proposito di esercizio fisico e dieta sono sempre determinanti? L'insulinoresistenza è più gestibile di quanto non si creda? Parlo anche a fini preventivi in caso di evoluzione in db2 |
| LUCIA BRIATORE |
Forse direi che l'insulinoresistenza non va gestita ma prevenuta o curata, perchè si può ridurre con dieta ed esercizio e quindi tornare quasi alla normalità. Rispetto alla prevenzione del DM tipo 2 la dieta e l'esercizio con un moderato calo ponderale (5% del peso corporeo) sono ancora più efficaci dei farmaci |
| donata |
Ma esistono anke medicinali per l'insulinoresistenza? |
| LUCIA BRIATORE |
I farmaci che riducono l'insulinoresistenza sono la metformina e il pioglitazone. Entrambi sono efficaci, ma sempre da associare a dieta ed esercizio. |
| DANIELELP83 |
E' possibile che dopo diversi anni di diabete 1, il corpo riesca a produrre un minimo di insulina? |
| LUCIA BRIATORE |
Può succedere che ci sia una minima secrezione insulinica, ma spesso è insufficiente. |
| donata |
Ma c'è un esame che dice se il nostro pancreas produce insulina giusto? |
| LUCIA BRIATORE |
Per vedere se c'è secrezione insulinica residua si può misurare il c-peptide a digiuno o dopo lo stimolo dato dal glucosio per via orale o endovenosa. Questi test non sono praticati routinariamente ed hanno soprattutto un'utilità negli studi scientifici ma poca utilità pratica |
| elelive |
A me per ridurre l'insulinoresistenza ha aiutato anche il micro |
| LUCIA BRIATORE |
Spesso con il micro si riduce il fabbisogno insulinico perchè l'insulina viene somministrata in maniera più corretta, nei tempi e nelle quantità giuste. |
| elelive |
Vado 5 volte a settimana in palestra |
| LUCIA BRIATORE |
La palestra va benissimo, ma quello che dovremmo fare tutti per combattere l'insulinoresistenza e soprattutto i rischi cardiovascolari associati è fare una vita più attiva, non prendere sempre l'ascensore per andare anche solo al primo piano, fare la spesa a piedi se possibile, fare delle passeggiate nel week end anzichè giocare ai videogiochi. Così come per la dieta anche queste sono generalizzazioni ma spero che il messaggio passi |
| aliberto |
l'insulinoresistenza può essere temporanea, magari se ho un periodo un po' sedentario può darsi che abbia bisogno di più insulina che se ne avessi uno pieno di attività motoria? |
| LUCIA BRIATORE |
In un periodo sedentario c'è sicuramente bisogno di più insulina |
| moderatore |
Nel campo della ricerca dove ci stiamo orientando per individuare i fattori che determinano l'insulinoresistenza in certi individui e non in altri? |
| LUCIA BRIATORE |
La ricerca sta indagando quali sono i meccanismi molecolari alla base dell'insulinoresistenza: l'insulina funziona legandosi ad un recettore che è sulle cellule e innescando diversi segnali. Si cerca di capire per quali motivi questi segnali in condizioni di insulinoresistenza sono alterati, a che livello sono alterati, che sostanze o condizioni li alterano e quali li normalizzano. Questi studi sono però ancora ad una fase molto precoce per avere dei riscontri clinici immediati. La quantità totale di insulina non è un parametro assoluto per definire l'insulinoresitenza, soprattutto nel diabete tipo 1 |
| donata |
Quindi morale della favola… bisogna muoversi e non fare vita sedentaria |
| LUCIA BRIATORE |
Sì, è la migliore prevenzione e la migliore cura |
| donata |
Io faccio palestra 3 volte la settimana per 3 ore al giorno e mi trovo molto bene, a parte a volte qualche ipo |
| LUCIA BRIATORE |
Se poi quello che fai ti piace è la migliore soluzione |
| ropez |
In conclusione è meglio ridurre l'insulinoresistenza per evitare danni collaterali, cercando quindi di conseguenza di calare l'insulina iniettata? |
| LUCIA BRIATORE |
E' meglio ridurre l'insulinoresistenza e fare l'insulina che serve e non quella che aggiungiamo più o meno consapevolmente a causa della pigrizia o della eccessiva gola |
| moderatore |
Cari amici, le 22.30 sono state raggiunte e superate, grazie alla dottoressa Briatore per la sua partecipazione e per le cose utilissime che ci ha detto |
| LUCIA BRIATORE |
Grazie a voi per l'ospitalità e spero di ritrovarvi in un'altra occasione |
Punto di partenza del diabete di tipo 2, l'insulinoresistenza va combattuta anche nel diabete di tipo 1 perché permette di raggiungere l'equilibrio glicemico riducendo le dosi di insulina. Ma cosa è esattamente questa insulinoresistenza, che cosa la provoca, cosa la riduce e perché è considerata anche da sola, cioè indipendentemente dal diabete un fattore di rischio cardiovascolare. Lucia Briatore medico e ricercatore ci aiuta ad approfondire il versante medico e scientifico della questione.