Barbara Brunato
Barbara Brunato diabetologa presso l’ambulatorio di diabetologia di Gorizia e Monfalcone si è laureata e specializzata a Verona.

Il tema della serata è "Forchetta, coltello, cucchiaio e insulina".

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moderatore Benvenuti a una nuova chat di DM1; argomento "alimentare" questa sera! E' con noi, da Gorizia credo, la dottoressa Barbara Brunato che lavora presso l'Unità Operativa di diabetologia dell'ospedale di Gorizia e Monfalcone. Oggi l'argomento riguarda la correlazione tra alimenti assunti e dosaggio dell'insulina, trucchi e consigli. Forse vuole spiegarci lei il senso di questa chat, dottoressa?
BARBARA BRUNATO La gestione corretta della terapia insulinica oggi è sempre più impegnativa. Noi diabetologi desideriamo che i nostri pazienti diventino sempre più autonomi e sicuri nella gestione della loro malattia e il rapporto con i pasti e la terapia è fondamentale. Vorrei quindi esservi utile in questo intento.
postman56 Sono un diabetico con glicemia a digiuno 87. Quando ho fatto la curva da carico la prima volta avevo 287, poi la seconda volta, a distanza di 2 mesi 187. Sono Byetta dipendente (0,5 mg al mattino un'ora prima e alla sera), poi prima di mangiare 1\2 pasticca di metaformina mattino, mezzogiorno e sera. Ho 54 anni, peso 110 kg; ho perso 10 kg. Volevo sapere se il byetta puo' provocare pancreatite, stitichezza e come ci si accorge della pancreatite.
BARBARA BRUNATO Per chi non lo sapesse Byetta è un nuovo farmaco per il trattamento del diabete di tipo2. E' un analogo di un ormone il GLP1 secreto dal nostro intestino in risposta al pasto. Per rispodere alla domanda, il rischio di pancreatite è molto limitato, ci sono stati pochissimi casi 2 o 3 in Italia dopo l'inizio del trattamento. Il sintomo principale è un intenso dolore nella parte superiore dell'addome "a barra"
eufran Cosa si intende per autonomia? e quanto è possibile?
BARBARA BRUNATO Per autonomia intendiamo la gestione autonoma della terapia insulinica in rapporto ai pasti. E' possibile se i pazienti vengono seguiti e istruiti all'utilizzaziuone corretta del farmaco
eufran Cioè se ho molta fame aumento la dose di insulina, ma se voglio saltare la cena non faccio nulla? Ho semplificato troppo…
BARBARA BRUNATO No eufran, in sostanza è così, il paziente deve essere in grado di gestire la sua terapia in qualsiasi occasione
ninocampanella Ma non sempre sono istruiti a dovere
BARBARA BRUNATO Il sistema è molto complesso e richiede spesso un team diabetologico che prevede diverse figure come il medico diabetologo, la dietista e l'infermiera. Purtroppo non tutte le nostre realtà hanno a disposizione tutte le figure professionali. Il sistema della conta dei carboidrati è comunque un valido aiuto per la gestione della terapia insulinica soprattutto nel paziente insulino trattato
eufran Se non chiedo troppo, e se pertinente, per esempio a Reggio Calabria come siamo messi?
BARBARA BRUNATO Non conosco la realtà di Reggio Calabria mi dispiace
moderatore In Calabria ci sono associazioni come Diabaino Vip Vip dello Stretto
Lisa Non da tutte le parti viene insegnato
BARBARA BRUNATO Certo Lisa, non sempre il sistema permette una organizzazione ottimale ma comunque si possono sempre condividere le esperienze
moderatore Dottoressa, come si può approcciare il problema della conta dei CHO, in chiave fai da te intendo?
BARBARA BRUNATO Il fai da te non è proprio l'ottimale ma se lo desiderate posso dare alcune spiegazioni sulle modalità del sistema di gestione della terapia insulinica in rapporto ai pasti. Ovviamente il percorso poi dovrebbe essere perfezionato con il diabetologo di fiducia
moderatore M riferivo proprio al momento del conteggio, quando l'autonomia viene davvero messa in gioco
BARBARA BRUNATO Il calcolo dei carboidrati è un metodo di pianificazione del pasto che si basa sulla conta della quantità totale di carboidrati da consumare a ciascun pasto o snack. E' un metodo consigliato a tutti i diabetici che desiderano gestire in modo più flessibile la dieta; in questo modo il paziente può adeguare la dose di insulina prandiale in funzione del contenuto di carboidrati del pasto.
nina il conteggio dei carboidrati non basta secondo me, bisogna anche tenere conto delle proteine o mi sbaglio?
BARBARA BRUNATO E' assolutamente vero, per apprendere il metodo dobbiamo non solo identificare i carboidrati ma tutti i nutrienti della dieta e conoscere i loro effetti sulla glicemia, quindi anche proteine, grassi e fibre
epistolesi Io ho provato con mio figlio, ma non funzionava. Dovevo fare troppa insulina e aveva troppe ipoglicemie
BARBARA BRUNATO Ovviamente non posso rispondere su singoli casi, non conoscendoli, probabilmente il metodo non era stato perfezionato. E'è veramente un processo di apprendimento molto lungo e inizialmente impegativo, ma anche in letteratura è dimostata la sua validità nel migliorae non solo il controllo glicemico ma spesso anche la qualità di vita del paziente.
elio Ma grassi, fibre (ed eventualmente proteine) influiscono solo sulla velocità con cui bisogna somministrare l'insulina (cioè bolo normale o onda quadra) oppure anche sulla quantità di insulina necessaria per quel pasto?
BARBARA BRUNATO Elio, mi fai una domanda in merito all'utilizzazione dei boli con microinfusore?
elio Si, io ho il microinfusore, ma chiedevo in generale sull'effetto di grassi, fibre e proteine sull'insulina necessaria per un pasto: è corretto che non influenzano la quantità di insulina necessaria (che dipende dai carboidrati) ma solo la velocità con cui la glicemia si alzerebbe?
BARBARA BRUNATO La velocità dell'escursione glicemica dipende principalmente dall'indice glicemico dei carboidrati assunti mentre per le proteine dobbiamo sempre considerare che circa il 60% viene convertito in glucosio in circa 4 ore, mentre per i grassi che il 10% si trasforma in glucosio in circa 6/8 ore. Le fibre rallentano invece l'assorbimento dei carboidrati e ne riducono l'escursione glicemica. Il bolo insulinico che noi calcoliamo per il pasto dovrebbe sempre tenere conto di tutti i nutrienti ed anche le strategie di somministrazione possono essere diverse.
aliberto Quando ho chiesto alla dottoressa del centro se dovevo fare il conto dei carboidrati mi ha risposto di non complicarmi la vita… per cui faccio a occhio e devo dire che non mi trovo male
cyn Anche la mia ha detto la stessa cosa!
BARBARA BRUNATO Ovviamente noi utilizzaimo questo metodo con grande impegno ma anche soddisfazione da parte dei nostri pazienti.
elio Anche io facevo ad occhio... quando poi mi hanno insegnato il calcolo dei carboidrati, mi sono reso conto di come, a volte, mi sbagliavo alla grande!
BARBARA BRUNATO E' vero molti pazienti "vanno ad occhio" ma questo può farvi incorrere in molti errori di valutazioine e quindi vi espone di più ad ipoglicemie e ad una maggiore variabilità glicemica che sappiamo essere molto dannosa.
nina Se il pranzo comprende zucheri proteine e grassi forse converrebbe somministrare l'insulina in due boli uno prima e l'altro dopo 2 ore. E' corretto?
BARBARA BRUNATO Certo, il bolo può essere suddiviso in due tempi, devi prima essere sicura del calcolo.
elio Io faccio il conto dei carboidrati ma non ho mai contato proteine e grassi... vale davvero la pena prenderli in conto o solo per pasti con un grande contenuto di grassi e/o di proteine?
BARBARA BRUNATO Normalmente un pasto equilibrato contiene una quantità di proteine e grassi che non influenzano eccessivamente la glicemia anche se la risposta ai nutrienti è sembre diversa da paziente a paziente. Sicuramente il discorso è valido per i pasti molto ricchi in proteine o grassi (vedi la pizza o la grigliata di carne, o il pranzo di nozze...)
aliberto Non sono qui a contraddire la conta, sto solo portando un parere di un altro dottore. Se magari me lo avesse proposto e insegnato lo farei
BARBARA BRUNATO Un altro valido metodo per adeguare il bolo insulinico al pasto potrebbe essere anche quello di fare il calcolo su pasti fissi a contenuto noto di nutrienti. Forse il tuo diabetologo preferisce utilizzare questo metodo
aliberto Penso di si, anche perché di solito mangio le stesse cose. Quando mi hanno dato la dieta alla comparsa del diabete pesavo i carboidrati, ora faccio a occhio e devo dire che ci azzecco abbastanza
BARBARA BRUNATO Bene ma io consiglio ai miei pazienti di fare sempre periodicamente un periodo di "ripasso"; voglio dire che nel tempo, e questo è dimostrato in letteratura, siamo portati a sovrastimare le porzioni. Quindi conviene sempre periodicamente riutilizzare la bilancia.
DANIELELP83 Imparare le reazioni glicemiche e conservarle per i successivi pasti, test e reazione. Che ne pensa dottoressa?
BARBARA BRUNATO Intende forse la variazione della glicemia in rapporto allo stesso tipo di pasto?
DANIELELP83 Si esatto. A me hanno sempre sconsigliato di utilizzare la bilancia, contro la rigidità, dicendo di variare la dieta sempre senza esagerare
BARBARA BRUNATO In questo caso bisogna essere sicuri di fare il medesimo pasto con la medesima quantità di nutrienti. Comunque bisogna considerare anche la glicemia di partenza, il fatto che la sensibilità all'insulina è diversa nei vari momenti della giornata. Lo stesso pasto fatto a pranzo o cena potrebbe non sortire lo stesso effetto.
elio Se segui una dieta alla lettera e mangi sempre (più o meno) le stesse cose o le stesse quantità, il calcolo dei boli é semplice (dopo aver fatto qualche prova, come dici). Il problema é quando mangi cose diverse, quantità diverse, se mangi fuori casa…
aliberto Verissimo, giusto. All'inizio siamo spaventati di quello che ci è toccato, poi quando ci abbiamo preso la mano a volte esageriamo (anche se parlo al plurale è come se lo facessi in prima persona). Prima ero magrissimo, ora ho messo un po' di pancetta, forse dovuta allo smettere di fumare e purtroppo alla vita degli ultimi sei mesi sedentaria per un infortunio al piede che mi ha fatto interrompere i miei allenamenti quasi quotidiani
BARBARA BRUNATO Si, il metodo del counting permette di essere più sicuri anche in queste situazioni.
elio Il problema é quando, per esempio, ti ritrovi in un ristorante coreano e ti servono una pentola piena di cibi diversi... buonissimo, ma molto difficile da contare!! Cosa fare in questi casi?
BARBARA BRUNATO Credo sarei in difficoltà anche io con un piatto del genere! In questi casi la stima diventa l'unica possibilità a disposizione, ma se siete abituati a valutare i vostri "piatti" la difficoltà si riduce
cyn Io devo calolare le unita anche in base al movimento della giornata.
BARBARA BRUNATO Sì, l'attività fisica è un fattore importantissimo di cui dobbiamo tenere sempre conto sia nel momento dei pasti che nel periodo interprandiale, in quanto influenza la sensibilità insulinica individuale. Anche la gestione dell'attività fisica in rapporto alla terapia ed ai pasti dovrebbe fare parte del training.
cyn Infatti, con lo stesso pasto e con una passeggiata riduco di molto l'insulina
BARBARA BRUNATO Sì, il principio è questo, cioè adattare il bolo oppure adattare i carboidrati. Questo dipende molto dall'orario in cui decidi di fare attività. Entro 3 ore dal pasto? dovresti ridurre il bolo in base anche alla durata ed il tipo di attività fisica. Dopo le 3 dal pasto? controlli la glicemia e supplementi i carboidrati in base alla durata e alla tipologia dell'attività.
cyn E' il metodo che adotto.
BARBARA BRUNATO Come vedete sono concetti "semplici" ma richiedono tanto esercizio e autocontrollo glicemico eseguito frequentemente
cdefla E' possibile che a seconda del pasto (colazione, pranzo, cena) cambi il rapporto carboidrati/insulina?
BARBARA BRUNATO Si è dimostrato che certe persone hanno una sensibilità insulinica diversa nelle diverse ore del giorno e quindi potrebbe essere necessario utilizzare più di un rapporto I/CHO. Di solito è la regola.
DANIELELP83 Per una glicemia piuttosto fuori dai limiti massimi, che ne pensa dei supplementi oltre le 2 ore dal pasto?
BARBARA BRUNATO Dobbiamo introdurre il concetto dell'insulina residua e del fattore di sensibilità insulinica. Le correzioni dell'iperglicemia deve essere calcolata tenendo conto dell'obiettivo post-prandiale del paziente (che deve essere individualizzato dal medico diabetologo) ed in base al fattore di sensibilità insulinico (di quanto si riduce la glicemia dopo la somministrazione di 1 unità di insulina rapida o analogo rap.) e bisogna calcolare l'effetto dell'insulina residua del bolo precedente (solitamente l'effetto per un analogo rapido si riduce di circa il 25-30 % OGNI ORA). Quindi la correzione post-pasto può essere fatta ma bisogna prima tenere contro di tutti questi fattori.
viviane Come comportarmi se la cena viene ritardata e si avvicina l'ora della lantus? A cena faccio hmulin r
BARBARA BRUNATO L'insulina lantus è un'analogo lento dell'insulina, non ha picco d'azione massimo, come le vecchie insuline lente, per questo motivo non ci sono solitamente grossi problemi anche se il pasto viene assunto in ritardo. Devo sottolineare che solitamente l'insulina Lantus viene utilizzata in associazione con un analogo rapido dell'insulina che ha una durata d'azione minore e quindi meno problemi di ipoglicemia interprandiale.
cyn Non dipende dal rapporto fattore di sensibilità insulinica? Il mio cambia da colazione a pranzo e cena
BARBARA BRUNATO E' possibile. Ti dirò che cambia anche nel tempo, quindi dovresti periodicamente rivalutarlo con il tuo diabetologo
lisa69 Secondo lei la sera il rapporto ins-cho diventa maggiore? Ci vuole più insulina o è solo una mia sensazione?
BARBARA BRUNATO Solitamente di sera siamo più sensibili all'insulina quindi di conseguenza il fabbisogno si dovrebbe ridurre. Però bisogna tenere conto sempre della variabilità individuale che spesso è legata al grado di attività fisica che una persona svolge durante la giornata (magari è maggiore nella mattinata), oppure alla tipologia del pasto che assumi durante la sera. Ribadisco che non esistono regole, ogni paziente ha le sue peculiarità che vanno individuate.
cdefla Per me la colazione è il momento peggiore; per due fette biscottate e un po' di latte mi faccio metà dose rispetto alla cena.
BARBARA BRUNATO La colazione è invece il momento della giornata in cui la resistenza insulinica è maggiore e ci serve più insulina. Poi la colazione è meno ricca in fibre e i CHO vengono assorbiti più rapidamente.
moderatore Sono le 22.40, secondo il nostro "regolamento" la presenza della nostra esperta termina adesso. Volevo ringraziare molto la dottoressa Brunato per la sua disponibilità. E' stata una serata molto informativa, spero che sia stata utile a tutti.
BARBARA BRUNATO Mi rendo veramente conto della vastità dell'argomento e sicuramente non mi è stato possibile darvi tutte le informazioni necessarie, eventualmente potremmo riprendere l'argomento in un'altra occasione. Buona notte a tutti

In 4 parole
L'insulina e i pasti. Ieri si inseguiva con l'alimentazione la dose insulinica prescritta. Oggi per fortuna è possibile fare il contrario e assumere la dose di insulina adeguata al pasto che si intende fare o che si sta iniziando (dipende dal tipo di insulina). Non è proprio semplice come sembra. Occorrono un po' di informazioni e un po' di pratica.

In 4 link
Solo una parte delle iniezioni di insulina sono effettuate in maniera corretta. In questo articolo non recente ma sempre attuale Iniezioni di insulina: dove come e perché? si ripassano gli aspetti più importanti.

Come iniettare l'insulina? Attenzione agli errori e alle 'scorciatoie' avverte questo articolo scritto da Lorenza Calisti per Pediatria & Diabete.

La tua guida all'iniezione di insulina è il sottotitolo del libretto Gesti quotidiani realizzato da Roche Diabetes Care scaricabile on line.

Le novità sull’insulina e in generale sul diabete insulinodipendente sono raccolte in questa sezione dell’Archivio News.