Emanuela Spotti
Emanuela Spotti, cremonese laureata in Psicologia Clinica a Bologna e specializzata alla Scuola Superiore di Psicoterapia di Cremona, da alcuni anni collabora con il Centro Diabetologico dell'Ospedale civile di Cremona.

Il tema della serata è "Il diabete: cosa mi ha tolto, cosa mi ha dato".

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EMANUELA SPOTTI Buonasera a tutti, ancora grazie per l'invito
moderatore Benvenuta, anzi, bentornata tra noi dottoressa
EMANUELA SPOTTI Grazie, sicuramente mi troverò benissimo fra i partecipanti come nella precedente occasione.
moderatore La dottoressa Spotti è di Cremona. Lavora all'Ospedale Civile, vero?
EMANUELA SPOTTI Sì, lavoro all'Ospedale Civile, collaborando con il Centro Antidiabetico (adulti) e mi interesso anche di Diabete infantile.
EMANUELA SPOTTI Cosa ne pensate del proverbio africano scelto come spunto per questa chat? “I mari senza onde non fanno esperti marinai”. E nel vostro diabete, qual è la vostra esperienza a tale proposito? Cosa ne pensate del "mare diabete"? Avete incontrato ed affrontato molte tempeste? Sono state per voi occasione di crescita?
moderatore Ben ritrovata Aurora, che cosa pensi del nostro proverbio africano, che solo il mare in tempesta può fare buoni marinai?
EMANUELA SPOTTI Nel senso che le difficoltà della vita ci aiutano a migliorare.
carisol La tempesta come il diabete è inevitabile e ci obbliga a rimboccarci le maniche.
aurora70 È vero, l'esperienza ci aiuta.
EMANUELA SPOTTI Aurora, ci vuoi raccontare la tua esperienza? Da quanto tempo hai il diabete?
aurora70 È un po' lunga! Ma sarò breve: ho esordito all'età di otto anni, ora sono prossima ai 40
EMANUELA SPOTTI Una "traversata" molto lunga, dunque. In un mare molto tempestoso, Aurora?
aurora70 Ho avuto una grande fortuna... genitori intelligenti e il mio carattere.
EMANUELA SPOTTI È molto importante nel diabete giovanile come i genitori vivono e trasmettono ai figli la malattia
EMANUELA SPOTTI ...nel senso che, più i bambini sono piccoli, più il diabete è dei genitori. Sei d'accordo Aurora?
aurora70 Credo che nei piccoli, tutto parta dall'approccio che hanno i genitori verso la patologia.
novella Questo è indubbio soprattutto se i figli piccoli hanno 2 anni, la soluzione mi pare obbligata.
moderatore Novella, mamma di un bambino di 2 anni?
novella Oggi 4 ma diabetico da quando ne aveva 2.
EMANUELA SPOTTI Il diabete coinvolge tutto il nucleo familiare, non solo il piccolo.
carisol Non credo sia facile, non farsi prendere dal panico per un genitore.
EMANUELA SPOTTI Quando si è genitore, non è mai facile in generale occuparsi di un figlio malato, ma il diabete, nella sua cronicità, ci obbliga ad andare avanti.
EMANUELA SPOTTI Nel mio lavoro con i bambini diabetici ho modo di lavorare con nuclei familiari, che alcune volte coinvolgono anche nonni... e "tate"
moderatore La famiglia allargata all'italiana, è più facile o più confuso?
EMANUELA SPOTTI Anche se il carico maggiore, soprattutto nel primo periodo, dopo la diagnosi, rimane ai genitori.
moderatore Certo, immagino.
EMANUELA SPOTTI I genitori si sentono quasi insostituibili nei primi tempi, e poco si fidano degli altri.
novella All'inizio delegare, anche solo i controlli della glicemia, non ti va ma poi capisci che per la sua sicurezza è meglio che siano in tanti a saperne di più.
aurora70 Posso chiederle, la domanda più frequente che le porgono i genitori?
EMANUELA SPOTTI Aurora, la domanda è sempre rivolta al futuro. "Che futuro avrà mio figlio?"
aurora70 Certo... la paura del "per sempre".
EMANUELA SPOTTI Una difficoltà che ho riscontrato è il rientro a scuola. Novella, cosa ne pensi?
novella Per ora mio figlio va alla scuola materna e la mia esperienza personale è buona, diciamo che lui a scuola ci è entrato già con il diabete.
ninocampanella Ma con la diffusione del diabete si dovrebbe fare più educazione e cercare di rassicurare i futuri genitori.
carisol Io credo che la cosa più importante sia l'educazione del diabetico stesso, anche se è un bambino.
EMANUELA SPOTTI Quando il bambino si ammala, il rientro a scuola il più velocemente possibile è raccomandabile per dare un senso di continuità... dopo un'interruzione improvvisa della continuità della vita familiare.
moderatore Carisol è a due anni dall'esordio, se non sbaglio?
carisol Sì.
EMANUELA SPOTTI Nino: qual è la tua esperienza? È stato difficile per te?
ninocampanella Non ho avuto remore a dirlo, ma so di molti che si vergognano della patologia.
moderatore Io dalla mia modesta esperienza di moderatore devo dire che qui ho trovato un numero strabiliante di persone molto positive.
cinziazu Io 30 anni di diabete e all'inizio mi vergognavo, ho sempre mentito.
novella Io non mi sono mai vergognata del diabete di mio figlio, non mi sono mai nascosta per fare controlli o insulina, credo che questo messaggio sia importantissimo; tutti gli amici di mio figlio sono molto incuriositi dagli strumenti di misurazione della glicemia, alcuni mi chiedono perfino di fare anche a loro pic (così noi lo chiamiamo)
donata Io, 29 di diabete, beh... cosa mi ha tolto? La libertà di sicuro ma la positività no.
moderatore La positività te l'ha data, intendi?
donata Sì.
EMANUELA SPOTTI Il diabete è una malattia che permette sicuramente di fare un viaggio dentro noi stessi, se si ha il coraggio di farlo.
carisol Io all'inizio mi scocciavo a dirlo, perché dovevo tenere ogni volta una mini lezione sul diabete (pochi sanno cosa sia), adesso lo dico tranquillamente e ci scherzo su.
novella Io uso spesso l'argomento del chi sta davvero male, con mio figlio, e devo dire che spesso funziona.
ninocampanella Penso che anche un po' di rassegnazione aiuti a vivere la malattia in un modo sereno.
carisol Rassegnazione... che brutta parola. Io non mi sento, né prigioniera, né rassegnata, né sfortunata.
ninocampanella Meglio della rabbia.
EMANUELA SPOTTI Nino: se la rassegnazione significa pensare, riflettere e porsi domande su come il diabete può o non può influire, fermare o migliorare la vita ...allora la rassegnazione ha un valore.
cinziazu La mia dottoressa mi dice sempre che non è una malattia ma una convivenza.
donata Io penso di essere diventata forte caratterialmente, e anche quando sto male (intendo le ipoglicemie) cerco sempre di risolvere la situazione nel migliore dei modi, poi su tutto il resto sono abbastanza tranquilla, forse anche per l'esperienza.
moderatore Essere oppositivi aiuta o può essere un problema in più, dottoressa?
EMANUELA SPOTTI L'oppositività è una fase dell'elaborazione e dell'accettazione della malattia. L'importante è che non si cristallizzi.
carisol Ho 28 anni e sono diabetica da 2 anni. Nel 2010, dove le malattie più terribili sono all'ordine del giorno, e prima o poi qualcosa nella vita ci tocca... se il diabete è il male che mi è toccato allora ben venga!
donata Certo c'è anche la rassegnazione... quella è normale anche perché non c'è altro da fare... bisogna curarsi e basta. Per quanto mi riguarda faccio assolutamente tutto, anzi, mi sono anche iscritta in palestra!
EMANUELA SPOTTI Ciò significa che pensare, riflettere e porsi domande, serve ad approfondire e capire quali sono le risorse che ogni persona ha dentro se stessa.
moderatore Quindi si tratta di trasformare l'opposizione in accettazione piena, responsabile, magari con qualche momento difficile.
EMANUELA SPOTTI L'accettazione completa può avvenire in alcuni periodi della vita, in altri periodi può avvenire il completo rifiuto. Intendo che nella cronicità esistono fasi e passaggi naturali, quasi obbligati. È come l'entrata in autostrada, c'è sempre un pedaggio da pagare ma il vantaggio è avere a disposizione una strada lunga, veloce che ci porti in tutta Italia.
carisol Chiaro che nel profondo nemmeno io vorrei essere diabetica, ma piangersi addosso credo sia la cosa peggiore, cosa non si accetta? Una malattia curabile? A me sembra una gran fortuna! Non dico che sia una passeggiata, da 2 anni con ipo e iper soffro di ansia, e sono diventata più insicura, ma se penso che qualche decennio fa di questo si moriva... siamo stati molto fortunati non credete?
EMANUELA SPOTTI Non è facile accettare il diabete.
donata Beh dottoressa l'accettazione completa non ci sarà mai, questo è ovvio, ma bisogna andare avanti.
ninocampanella Il rifiuto però può far peggiorare la situazione perché lo stato emotivo influisce moltissimo sulle glicemie.
EMANUELA SPOTTI Anche il piangersi addosso è un passaggio che deve essere preso in considerazione.
EMANUELA SPOTTI Una domanda per tutti: cos'è, dal vostro punto di vista, la cosa più difficile nella vita con il diabete?
daniela65 I tempi.
EMANUELA SPOTTI Daniela65, cosa intendi per 'tempi'?
daniela65 Essere legata ad orari, a uno stile di vita preciso, sarà per salute ma è vincolante!
EMANUELA SPOTTI Daniela: infatti il titolo fa riferimento a cosa toglie il diabete... e a cosa, invece, dà.
daniela65 Infatti è la seconda parte del titolo che mi lascia una tantinino disorientata.
aurora70 Il pensiero di una gravidanza.
cinziazu Io ho avuto un figlio adesso ha già 14 anni e la mia gravidanza, sempre sotto controllo, è andata benissimo.
donata Per me la cosa più difficile è stare male davanti a persone che non conosco... questo mi irrita.
carisol La cosa più difficile per me è combattere con l'insicurezza che ho nel fare ogni cosa, per paura di ipo e iper.
EMANUELA SPOTTI A tutti: io credo che quando si tratta di diabete è importante cercare di essere buoni con se stessi, senza voler essere perfetti. La perfezione dura un attimo, il diabete dura invece tutta la vita; ipo ed iper ci stanno dentro.
gianpi Il diabete, secondo me, se seguito bene fa fare una vita normale ovviamente con dei sacrifici.
sandy70 Ma se questa cosa ti viene a 6 anni?
novella Io vivo con terrore il giorno che mio figlio dovrà far da solo.
tinti Io adesso, dopo 26 anni di diabete sto attraversando un periodo di rifiuto, un rifiuto che poi si traduce in ansia, in nervosismo, in momenti che vorrei spaccare tutto... ma allo stesso tempo mi faccio delle domande, dico a me stessa che alla fine sto bene: ho 2 gambe, 2 braccia, un cuore....e mi posso curare! Ma penso sempre a se lui non mi avesse mai incontrato, se non lo avessi conosciuto, mi sarei goduta tante tante cose in più che nella mia infanzia non mi sono goduta...
EMANUELA SPOTTI Purtroppo nessuno può cambiare la realtà e nessuno nega le difficoltà che porta il diabete.
giuse22 Buonasera! A volte pensi di fare una vita normale ma è un pensiero Utopico.
aurora70 Con il diabete si può vivere intensamente come tutti... i paletti a volte li mettiamo noi!
giuse22 Quando provi a vivere intensamente ti accorgi che però non reggi il ritmo come una persona sana.
Emanuele52 Non sono d'accordo con te. Io, da 40 anni diabetico, non mi sono fatto mancare nulla.
gianpi Scusate, ma essere sempre irascibili e una cosa normale, fa parte delle complicanze diabetiche?
EMANUELA SPOTTI Fisiologicamente no... ma psicologicamente sì, nel momento in cui il diabete ci porta ovviamente a delle restrizioni.
carisol Da quando ho il diabete, soffro di ansia, e giramenti di testa... è il diabete?
EMANUELA SPOTTI L'ansia e i giramenti di testa sembrano più rivolti a un quadro di ansia generalizzata che al diabete stesso.
carisol Sono sicura sia psicologico, ma non riesco proprio a controllarlo.
EMANUELA SPOTTI Non facciamo come fanno in tanti, che non conoscono il diabete, a pensare che da questa malattia dipenda tutto. C'è una normalità di sensazioni, emozioni e sentimenti sui quali il diabete non ha alcuna influenza.
carisol Quello che non capisco è che nella mia testa io non soffro per 'sta storia del diabete, ma poi, forse, sotto sotto... ecco perché l'ansia.
moderatore Dove sei seguita, a Rimini, Cattolica, ricevi anche supporti psicologici, carisol?
carisol Sono seguita solo da un diabetologo un po' sbrigativo, ma nessuno psicologo. Non lo so... dico al mondo intero che va tutto bene, per non far preoccupare nessuno ma...
EMANUELA SPOTTI Fai leva sul desiderio di stare meglio.
donata Una cosa che mi pesa e mi fa preoccupare più del diabete stesso sono le complicanze.
ninocampanella Le complicanze sono dovute a mal controllo della glicemia. Un buon controllo riduce di molto le complicanze.
donata Beh... le complicanze sono dovuta anche all'anzianità del diabete e, ovviamente, i casi sono sempre soggettivi e lo sai.
ange Il diabete mi ha tolto la serenità di un vita normale e non mi ha dato proprio niente.
EMANUELA SPOTTI Ange: la normalità è sicuramente alla tua portata... e poi cos'è la normalità?
francesco DL Ecco, ci dia una definizione di normalità.
EMANUELA SPOTTI La normalità è assolutamente soggettiva. Il sentirsi 'normali' è rassicurante, ma questo non c'entra nulla con il diabete.
francesco DL Beh, un parametro di riferimento oggettivo, anche in forma minima, non può che esserci. Una sorta di denominatore comunemente riconosciuto.
gianpi Io mi sento normale, ma con una malattia da seguire.
EMANUELA SPOTTI La malattia cronica è una malattia da seguire, sono d'accordo.
ange Riuscire ad avere dei figli come si fa normalmente, senza ricorrere ad una inseminazione artificiale... questa potrebbe essere per me una parte della normalità.
EMANUELA SPOTTI Non mi sembra che la malattia diabetica comporti necessariamente la necessità di ricorrere all'inseminazione.
ange È dovuta alla neuropatia diabetica.
carisol Causata da una mancanza di cure adeguate?
ange Magari nei primi anni di diabete, sì.
moderatore Sulla normalità vi suggerisco un bel sito curato, credo, tra gli altri, da Massimo Cirri: http://bit.ly/a0OACr
aurora70 Mi sento normalissima. Anche la gestione della malattia è parte di me, della mia quotidianità... forse ormai mi sentirei diversa se non dovessi più governare il mio diabete.
Emanuele52 Da 41 anni diabetico mi sento, anzi, sono, normale come tutti: ho una moglie, due splendidi figli... faccio sport da sempre (tennis).
ninocampanella Bravo! Sei come il gladiatore.
Emanuele52 Non mi sento un gladiatore o un eroe... basta affrontare la patologia col sorriso. Aiuta tantissimo.
EMANUELA SPOTTI Esatto, il sorriso aiuta. Perché il nostro comportamento, in genere, è espressione di come ci sentiamo o di cosa pensiamo. Anche la rabbia è un sentimento sano, non è un problema da risolvere, tutti i pensieri e le emozioni sono importanti.
tinti Io credo di aver sorriso poco nella mia infanzia... ma credo anche che non sia mai tardi per farlo.
Emanuele52 Io faccio 4 punture al giorno... pensate possa incidere sulla mia mia vita? Fare le punture diventa come lavarsi i denti, nulla di più.
giuse22 Tornando al tema, cosa ci può dare il diabete di positivo se non la consapevolezza di avere un problema e seguire delle regole che, normalmente, uno che non ha problemi di salute non seguirebbe?
EMANUELA SPOTTI Tutti dovremmo seguire delle regole per preservare la nostra salute.
giuse22 Ma ce ne accorgiamo soprattutto quando non possiamo farne a meno.
EMANUELA SPOTTI Prendersi cura di se stessi è un'abilità, cosa ne pensate?
carisol Io ho imparato ad ascoltare il mio corpo, sono diventata sensibilissima ad ogni stato del mio corpo. Forse troppo, infatti vado in panico ad ogni virgola...
EMANUELA SPOTTI Per tutti: quali sono le vostre abilità nella cura del diabete?
donata La mia abilità è avere sempre, e dico sempre, le mie glicemie sotto controllo.
carisol Che fortuna donata!
EMANUELA SPOTTI Ok donata: ti chiedo questa sera di non fare come i medici, che si concentrano solo sulle glicemie.
donata Ho sempre il mio glucometro dietro e se non ce l'ho vado in panico ma con questo non vi dico che è sempre tutto perfetto, ovviamente.
EMANUELA SPOTTI Intendo, parliamo di noi, dei nostri sentimenti! Della sofferenza e della gioia di ciò che ci ha dato e tolto il diabete!
carisol La mia abilità è riuscire a fare l'insulina dappertutto, non mi nascondo mai! La faccio davanti a tutti.
tinti Abilità? Parlare della propria malattia con le persone che si hanno vicino... ci sto riuscendo ora...
EMANUELA SPOTTI Tinti: ottimo, vivere in armonia con gli altri aiuta a vivere meglio qualsiasi situazione... non solo la malattia diabetica.
daniela65 Avere cura di sé vuol dire volersi bene e questa è già una bella impresa, ma la paura nella faccia degli altri la vedo spesso, questo non è semplice visto che siamo fatti per vivere in comunità, lo trovo frustrante.
EMANUELA SPOTTI Daniela: in effetti la cultura sul diabete è scarsa, ma non devi aver paura della paura degli altri.
francesco DL Perché non parliamo anche dei familiari.
donata Secondo lei avere dei familiari che ti capiscono o sanno cosa fare nel momento del bisogno è importante?
Emanuele52 Domanda retorica... certo che sì, ti aiuta moltissimo.
raf28 Uno stato molto infelice protratto nel tempo può portare ad avere insulinoresistenza o qualche cosa che inibisce quasi totalmente l'effetto dell'insulina?
EMANUELA SPOTTI Vi ricordo che sono una psicoterapeuta. L'insulinoresistenza è soprattutto influenzata da parametri biochimici ma uno stato di tristezza prolungata nel tempo è più legato ad un tono d'umore tendente al depresso... forse è di questo che vuole parlare, raf?
raf28 Sì, esatto proprio quello, sono iper infelice.
EMANUELA SPOTTI La tristezza, se alternata a gioia, dolore, allegria è uno stato assolutamente normale. Diverso è se è protratto nel tempo, ed è presente tutti i giorni.
raf28 Non provo gioia e allegria da molto tempo :/
EMANUELA SPOTTI Ma questo non è direttamente legato ad una malattia cronica come il diabete, al massimo lo stress incrementa ormoni come cortisolo e adrenalina... ma è meglio chiederlo al vostro diabetologo.
raf28 Glielo chiedo da un anno, ma mi dice che tra qualche anno sarà tutto normale che può essere un momento, di più non mi dicono. Proprio oggi ci sono stato e il massimo che ho ottenuto sono degli esami.
carisol Anche il mio diabetologo si limita agli esami.
ninocampanella Purtroppo i centri col supporto psicologico sono pochissimi.
EMANUELA SPOTTI Cosa pensate del titolo di questa chat?
donata Beh, la prima parte è interessante ma in quanto al dare... insomma...
EMANUELA SPOTTI Donata: eppure i mari senza onde non fanno esperti i marinai. Ciò significa che il diabete, e la sofferenza che esso provoca, possono dare la possibilità di crescere e conoscersi di più.
donata Certo, assolutamente sì, ma se non ci fosse saremmo tutti felici e contenti.
lisa69 Sicuramente il diabete non toglie la felicità.
ange Però ti limita in taaaantissime cose.
EMANUELA SPOTTI Il diabete è una malattia cronica, ma non è una minaccia al mondo dei sentimenti, come felicità o infelicità, come tristezza o rabbia.
giuse22 È una gran seccatura come ogni problema che mina il fisico.
aurora70 Sì, è vero... ma si diventa bravi marinai con il tempo... trovo sempre molte differenze di pensiero tra chi si ammala di diabete in età adulta e chi ha iniziato a conviverci già da bambino.
EMANUELA SPOTTI Aurora: all'inizio della chat abbiamo proprio parlato di diabete infantile, ruolo dei genitori e adulti diabetici
raf28 Preciso che il diabete l'ho accettato quasi come una cosa positiva, il problema ora è che in una situazione difficile non trovo vie di uscita per controllarmi e ritornare tranquillo. Per quanto riguarda la terapia, visto i continui cambi di sensibilità, volevo sapere qual è il problema per poi cercare di porre rimedio ma non so ancora dove mettere le mani, diciamo.
carisol Prova a cambiare dottore, almeno per un consulto.
lisa69 I bambini soffrono per la proibizione dei dolci, a me invece non importa.
EMANUELA SPOTTI A te cosa importa Lisa?
lisa69 Dello stare bene, degli affetti... dei vestiti, ci sono tante cose più attraenti del cibo
EMANUELA SPOTTI Lisa: appunto, allora suggerisci come possiamo essere veramente motivati al benessere
lisa69 Desiderare le cose belle. La verità sai qual è? Che chi è diabetico stia bene, è la cosa più importante. Io sono il pancreas di mia figlia e lei è una bambina felice: studia, fa sport, ride, pensa, legge ma cosa c'è di più bello... un cornetto Algida?
EMANUELA SPOTTI Cioè, come possiamo portare avanti la cura di noi stessi senza fermarci dalla vita; intendo che chi ha una malattia cronica non può fermarsi e isolarsi intanto che aspetta di guarire, nella malattia cronica ci si cura mentre si vive.
aurora70 Bellissima cosa Dottoressa... questa frase gliela ruberò.
naid Mia figlia, da quando ha il diabete, mangia dolci e altre cose che prima invece non mangiava.
carisol È il potere della proibizione...
naid Lisa, non so come tu faccia ma mia figlia fa il contrario di tutto ciò.
lisa69 Noi viaggiamo insieme e soprattutto non l'ho mai colpevolizzata per una iper.
naid Come si fa a non colpevolizzarla se è sempre in iper?
fiocco Fare il cuoco non è una bella professione per chi è diabetico.
carisol Io facevo la gelatiera (la chef del gelato) ho decisamente cambiato lavoro.
EMANUELA SPOTTI Questa sera ci stiamo ponendo domande, riflessioni e discussioni, dubbi su come vivere e convivere con il diabete da un punto di vista emotivo, psicologiclo e relazionale, tutto questo rientra nella cura di noi stessi. Il mio suggerimento prende spunto da una frase di Proust: il vero viaggio di scoperta non consiste nel cercare nuovi paesaggi, ma nell'avere nuovi occhi.
moderatore (una frase molto bella)
raf28 Sono a terra psicologicamente e non riesco a trovare aiuto nel mio diabetologo, che posso fare per cercare aiuto? A chi mi devo rivolgere?
EMANUELA SPOTTI Purtroppo i medici si concentrano solo sulle aree dove sono più competenti. Il fatto che tu riconosca di aver bisogno di un sostegno significa che sei già sulla buona strada. Perché riconoscere di aver bisogno di aiuto è un atto di umiltà e coraggio. Raf, complimenti.
cyn Io ho trovato aiuti negli amici diabetici che ho conosciuto
aurora70 Sì, infatti nei Centri manca troppo spesso la figura dello psicoterapeuta.
EMANUELA SPOTTI Potresti rivolgerti ad un centro psicosociale della tua città.
moderatore Sono le 22.30 passate, volevo ringraziare molto la dottoressa Spotti per essere stata nuovamente con noi
EMANUELA SPOTTI Grazie a tutti voi.
giuse22 La ringraziamo tutti dottoressa!
EMANUELA SPOTTI Per me è stato un piacere, spero di aver prodotto delle riflessioni utili per favorire l'incontro con il benessere.
tinti Grazie dottoressa, ci è stata di grande aiuto.

In 4 parole
"I mari senza onde non fanno buoni marinai" recita un proverbio africano. Certo si sarebbe fatto volentieri tutti a meno di una tempesta come il diabete. Oggi è possibile tenerlo sotto controllo, è vero, ma gli svantaggi sono palesi. Molto meno palesi sono i cambiamenti anche in positivo che il confronto continuo con il proprio corpo comporta. Si nota spesso una particolare maturità e serietà nelle persone con diabete. Da cosa dipende, come si configura? Ne parliamo con Emanuela Spotti psicologa.

In 4 link
La persona con diabete deve assumere un ruolo attivo nei confronti della terapia, essere responsabile e protagonista. La depressione comporta un atteggiamento opposto a questo e ciò spiega perché la frequente compresenza delle due condizioni tende a creare un circolo vizioso.

La chat del 20 gennaio 2009 con Emanuela Spotti e due chat con Paolo Gentili: Io odio il diabete quando... e Il diabete: cosa accetto e cosa no.