Giovanna Cecchetto
Giovanna Cecchetto dietista libera professionista a Verona presiede l'Associazione nazionale dietiste in diabetologia.

Il tema della serata è "Quando mangiar bene significa mangiar sano".

Vuoi sapere di più su questo tema?
Leggi il testo in fondo alla trascrizione della chat e segui i link proposti.

moderatore Buonasera a tutti e buonasera anche alla nostra esperta di stasera, la dottoressa Giovanna Cecchetto! Benvenuti a una nuova chat di DM1 dedicata alla dieta e alla buona alimentazione.
moderatore Avevo chiesto alla nostra esperta di preparare una piccola introduzione al tema della serata
GIOVANNA CECCHETTO Buona sera a tutti! L’alimentazione raccomandata alle persone con diabete è sostanzialmente la stessa consigliata alle persone “sane”, finalizzata al mantenimento dello stato di salute e alla prevenzione e terapia delle malattie metaboliche (ipertensione, cardiopatie, dislipidemie, obesità, ecc.). E’ un errore cercare di correggere la propria alimentazione in funzione dei valori delle glicemie; una costante e corretta alimentazione costituisce la base di un’ottimale efficienza metabolica. I principali criteri fondamentali per raggiungere e mantenere un buon compenso della glicemia sono: la regolarità dei pasti, la presenza di quantità costanti di carboidrati nei pasti, le modalità di consumo dell’alcool (all’interno e non fuori dei pasti), una regolare attività fisica e le modalità di consumo dei carboidrati (quali, quanti, quando), in relazione all’attività fisica.
fernando Grazie per l'introduzione, ci dona tanti spunti porre tante domande
cyn Perché è sbagliato corregere l'alimentazione in basa ai volori della glicemia?
GIOVANNA CECCHETTO Perchè è fondamentale innanzitutto stabilire una buona alimentazione secondo i propri fabbisogni nutrizionali. E' la terapia che si debve adeguare alle caratteristiche del paziente non viceversa.
malaika Dott.ssa perché è importante che la quantità di carboidrati ai pasti si mantenga costante?
GIOVANNA CECCHETTO Perchè favorisce un andamento delle risposte glicemiche regolare
malaika Ma se facciamo la conta dei CHO non possiamo variare la quantità di insulina in base a quello?
GIOVANNA CECCHETTO Certamente sì.
fernando Dottoressa, per definirsi equilibriata, l'alimentazione in termini di assunzione di CHO, proteine, lipidi che rapporto deve avere?
GIOVANNA CECCHETTO Proteine = 1g/Kg di peso ideale (circa 10-12% delle caloire totali), 25-30% di lipidi, 55-60% di CHO
fernando Dottoressa, come mai i lipidi più delle proteine?
GIOVANNA CECCHETTO Il fabbisogno proteico nell'adulto risponde ai bisogni di rinnovo e mantenimento delle cellule. Il fabbisogno massimo si verifica nella prima infanzia, adolescenza e gravidanza. Il fabbisogno di lipidi è maggiore di quello proteico perchè la funzione dei lipidi è molteplice, non soltanto come fonte e riserva di energia, ma anche di tipo strutturale.
Rita Billa Per quanto riguarda i carboidrati, se la quantità è variabile, teoricamente non dovrebbe creare problemi se varia anche la quantità di insulina... o no?
GIOVANNA CECCHETTO Se parliamo di una persona insulinodipendente sì.
Rita Billa Quindi possiamo concludere che una persona diabetica insulinodipendente possa mangiare eventuali dolci e magari altri cibi graditi in quantità "desiderate" (nei limiti della decenza)?
GIOVANNA CECCHETTO L'importante è o sostituire pari contenuti in CHO del pasto con i dolci oppure coprire l'aggiunta di CHO con l'insulina. Il primo principio vale anche per il diabete tipo 2
peter33170 Vorrei solo porre la mia esperienza in merito: mangio tutto, calcolando i carboidrati, dicesi una unitá di insulina con 12 carboidrati. Però pesce e frutta almeno 4 volte alla settimana
GIOVANNA CECCHETTO Gli zuccheri della frutta dovrebbero entrare nel computo dei CHO. La frequenza di consumo di fonti proteiche di origine animale rientra nelle regole di una corretta alimentazione.
francesco57 Faccio insulina una sola volta la mattina poi prendo due pillole una pillola e mezza a pranzo e cena. Mangiare il pomeriggio yogurt magro bianco naturale è utile
GIOVANNA CECCHETTO Lo spuntino del pomeriggio può essere utile per arrivare con una glicemia buona prima di cena e mantenere il livello di fame regolare. In ogni caso lo spuntino non dovrebbe mai superare il 5% delle calorie totali giornaliere. Lo yogurt è un alimento utile, ma può anche essere consumato a colazione.
anna palumbo Quanto incidono i grassi sulla glicemia?
GIOVANNA CECCHETTO I grassi non influenzano la glicemia, caso mai contribuiscono a rallentare lo svuotamento gastrico.
Nugoresu Al posto del conteggio dei CHO è possibile considerare direttamente la quantità di insulina necessaria per un determinato cibo? Per esempio la pizza (non conto solo i carboidrati, ma valuto quanta insulina serve per tutta la pizza), o un panino ecc...
GIOVANNA CECCHETTO Non capsico bene cosa intende, solitamente la quantità di insulina viene stabilita in relazione alla quantotà di CHO presenti nell'alimento, ma anche alla risposta glicemica individuale verificata nella pratica.
Nugoresu Intendo che è vero che gran parte dell'aumento di glicemia è dovuta ai carboidrati, però in mimima parte non influenzano la glicemia anche altri componenti contenuti nei cibi? Allora a quel punto non conviene valutare la quantità di insulina direttamente per quel determinato cibo?
GIOVANNA CECCHETTO Non mi è chiaro ancora cosa vuole dire. Il calcolo dell'insulina si fa sulla base del contenuto di CHO ma verificando l'impatto sulla persona. Certo conta anche il contesto del pasto, cioè la presenza di altri alimenti e le loro caratteristiche (fibra, grassi, ecc.) Qual è la sua esperienza?
Nugoresu La mia esperienza è che con alimenti quali pizza, panino e pane in generale è SEMPRE necessaria una seconda dose di insulina alla seconda ora dalla prima somministrazione. Infatti si rileva un 110/120 alla 2 ora e poi (se non si aggiunge insulina) alla 4 ora si superano senz'altro i 200 (l'insulina considerata è l'ultrarapida).
GIOVANNA CECCHETTO Forse le sarebbe utile un training sul conteggio dei CHO fatto da un Dietista esperto
maruska Sappiamo benissimo (o almeno lo si dovrebbe sapere) che un buon controllo del diabete passa e attraverso un corretto stile di vita e attraverso la farmacologia giusta ed anche attraverso l'alimentazione... quest'ultima che incidenza ha sulla patologia?
GIOVANNA CECCHETTO Le evidenze dimostrano che l'intervento nutrizionale affidato ad un Dietista esperto è più efficace di altri sul compenso glicemico, sul calo ponderale e sulla ipercolesterolemia.
fernando Ho sempre impiegato un incrementato apporto di lipidi per coprire le mie attività fisiche estreme ed evitare ipoglicemie: è un errore? Ed è un errore valutare i lipidi come 2.7 volte l'apporto energetico MEDIO rispetto ai CHO?
GIOVANNA CECCHETTO Le raccomandazioni riguardanti l'attività sportiva e diabete suggeriscono di perseguire il compenso glicemico attraverso la impostazione dell'insulina, in relazione all'aumentato fabbisogno di CHO, relativo al tipo di sport, durata e intensità della prestazione. Quanto alla copertura dell'apporto energetico da grassi, questa è in relazione al grado di allenamento, ma non può sostituire la spesa di energia relativa ai CHO.
lucasale Quando mio figlio mangia la pizza con patatine e wurstel i valori a distanza di quattro ore vanno bene e successivamente invece supera i 200: come è possibile? Il bolo per la pizza viene sempre diviso in due parti distanti fra loro di circa 2 ore
GIOVANNA CECCHETTO Penso che l'iperglicemia successiva alle due ore sia legata al carico glicemico e ai diversi indici glicemici degli alimenti (patatine e pizza) Non capisco bene però se suo figlio li magia nello stesso pasto. Direi che se è così, sia un carico glicemico un po' eccessivo.
lucasale Qual è il motivo secondo lei per cui impiega tante ore a digerire una pizza? Luca ha dieci anni.
GIOVANNA CECCHETTO Sicuramente il problema sta nel carico glicemico complessivo. Porgerei a Luca un messaggio educativo orientato a distingure in diversi momenti pasti a base di pizza e pasti a base di patatine, ecc.
moderatore Come si può gestire più facilmente l'impatto di un alimento complesso come la pizza, Dottoressa?
GIOVANNA CECCHETTO Per la pizza il consiglio è di calcolare bene il bolo sulla base delle glicemie verificate nella pratica e, al limite, accompagnarla con verdure (fibre).
nicola52 Io faccio terapia di pillole, Solosa a pranzo e Novanorm a cena da 1 mg, come mi devo comportare con pizza e o panino? se mi sale oltre i 200?
GIOVANNA CECCHETTO Consiglierei le stesse cose che ho detto prima, cioè di accompagnare il panino e/o la pizza con verdure e fare attenzione anche agli altri alimenti che ci sono nel pasto. L'obiettivo è possibilmente abbassare il carico glicemico, con fibre. In ogni caso ne parlerei con il medico per aggiustare ev. solo in quel caso che penso sia saltuario, il dosaggio del farmaco.
moderatore Donata, tu come affronti il rischio-pizza?
donata A me di solito bastano 6 o 7 unità. Premetto che se la faccio io è diverso il riscontro con le gilicemie. Ho notato che se la mangio fuori è diverso
moderatore Fuori potrebbero esserci additivi. Molti pizzaioli aggiungono un po' di zucchero per rendere più croccante la pizza
donata Sabato ho provato a fare x 200 gr. di pizza: 4 unità subito, poi dopo 2 ore ne ho fatta ancora una unità e dopo quattro ore ne ho fatte 1.50. Cioè ho distribuito l'insulina nell'arco di 6 o 7 ore. Il mattino dopo avevo 98 di glicemia. Direi perfetta!
peter33170 Come con la pizza o con altri alimenti di cui non conosco il valore dei carboidrati, correggo con unità di insulia due ore dopo il pasto cosí so per la prossima volta di quanta insulina ho bisogno
GIOVANNA CECCHETTO Può essere un metodo, comunque necessario se il valore riscontrato dopo le 2 ore è molto elevato e se si verifica spesso. Se raro e intorno ai 200 può anche essere lasciato. Il rischio dell'aggiustamento a metà tra le scadenze della terapia, è di scombinare le glicemie successive. Per questo se il valore non è elevatissimo si può anche aggiustare al momento dell'iniezione successiva.
fernando La media tra gli estremi calorici dei CHO e dei lipidi la uso per rapportare in modo indicativo (ma efficace) i lipidi ai CHO e sapere quanta insulina occorre nelle 8 ore per coprirli senza avere iper tardive
FIFI Qual è lo spuntino migliore per un bambino di 10 anni senza fare insulina?
GIOVANNA CECCHETTO Uno spuntino su un bambino con diabete tipo 1? Mi servirebbe anche sapere che glicemie ha dopo pranzo e prima di cena. Oppure c'è un problema di diabete tipo 2 o di peso?
FIFI E' un DM1 con valori pre e post prandiali nella norma. Prima di pranzo tra 100 - 140, e post anche 170. Comunque la mia domanda nello specifico è questa:è meglio un frutto o un pacchetto di crackers? o dipende sempre dalla glicemia di partenza? e visto che lui non controlla prima dello spuntino, che si fa?
GIOVANNA CECCHETTO Se i valori sono quelli che mi dice dopo il pranzo, converrebbe uno spuntino leggero e non troppo ricco in carboidrati, tipo frutta oppure barrette (esiste un tipo della Melinda a base di pochi cereali e frutta). Se il bimbo sente la necessità di spuntini diversi e non ci sono problemi di peso o altri, parlerei con il diabetologo per aggiustare la terapia e coprire altri spuntini, sempre nei limiti di una corretta razione alimentare ( tipo yogurt alla frutta con qualche cereale o qualche biscotto secco, ecc.). Dipende anche se nel pomeriggio il bimbo fa qualche attività fisica, perchè allora il discorso cambia...
lucasale Se è vero che le verdure rallentano l'assorbimento degli zuccheri e la pizza per la presenza di grassi alza la glicemia a distanza di tempo, i due alimenti insieme non è che peggiorano la situazione e si ha quindi una glicemia alta a distanza di ore?
GIOVANNA CECCHETTO Bisogna fare delle prove...
lucasale Succede spesso che a parità di situazione iniziale, i valori della glicemia variano sensibilmente e quindi le prove spesso non servono.
GIOVANNA CECCHETTO La pizza alza la glicemia perchè ha un elevato indice glicemico, legato e al contenuto di CHO, ma anche alla presneza di lieviti e al grado di cottura dell'amido. Le diverse esperienze di ciascuno in termini di risposta glicemica, dipendono dalla risposta individuale, ma anche dai diversi metodi di preparazione e cottura, dai diversi tipi e dosaggi degli ingredienti usati dal pizzaiolo. Perciò è assolutamente difficile standardizzare i boli
sabry75 Per la pizza, con mio figlio, ho notato che riesco a gestirla meglio così: se ha tipo 100- 150, gli faccio fare metà bolo dopo aver finito la pizza e l'altra metà dopo 2 ore, e ho notato che così non ha sbalzi e anche di notte e la mattina la glicemia è sempre intorno ai 120
GIOVANNA CECCHETTO Consiglio di leggere le linee guida per una sana alimentazione italiana, Ed. 2003 (Forse sul sito dell'INRAN o del Ministero delle Politiche agricole)
nicola52 Io mangio 2 mele bianche al giorno, 1 pranzo e 1 cena. Posso mangiarne altre durante la giornata come spuntino pomeridiano?
GIOVANNA CECCHETTO Le raccomandazioni nutrizionali nel diabete e quelle per una sana alimentazione consigliano 3 porzioni circa al giorno di frutta (circa 500 gr./die). Quantità significativamete superiori di fruttosio possono risultare non consigliabili per l'impatto sulla trigliceridemia e per non superare la % di zuccheri semplici raccomandata nella giornata per la popolazione italiana (10-12% delle calorie totali, compreso il lattosio)
aliberto Ho visto che stavate parlando della pizza. Prima me la concedevo una volta a settimana con la birra, adesso una volta al mese. Io non riesco a fare il conto dei CHO, di solito faccio a occhio
GIOVANNA CECCHETTO E' difficile essere autodidatti sul conteggio dei CHO. Le consiglierei di rivolgersi ad un Servizio di Diabetologia dove si tengano dei corsi tenuti da Dietisti. Il conteggio dei CHO è una tecnica complessa che richiede anche la conoscenza e la disponibilità di materiali che non sempre si trovano in modo esaustivo e completo e comunque necessitano di corrette chiavi di lettura ed interpretazione. Inoltre richiede anche delle sperimentazioni che sotto la guida di operatori esperti, rendono veramente competenti i pazienti. Non è una questione di capacità personali. Inoltre è anche importante che nel momento che si acquisiscono nozioni e abilità e pratiche nel campo CHO, si abbia la possibilità di inserire quelle conoscenze in una visione più ampia e completa dell'alimentazione, anche in rapporto agli altri nutrienti (lipidi, proteine, ecc.).
francesco57 Una domanda un po' fuori tema, se posso. Sono stato da un diabetologo diverso da quello da cui vado di solito e mi ha detto che io sono un diabetico tipo Mody o Nirad visto che sicuramente l'ho preso con un virus e quindi è difficile controllarlo. Può essere?
GIOVANNA CECCHETTO Non mi risulta ci siano fondamentali differenze nelle risposte metaboliche a seconda della causa della patologia. Anche perchè spesso la causa è difficile da individuare. Ci sono piuttosto situazioni scatenanti. Tuttavia se fa fatica a raggiungere un buon compenso metabolico è opportuno che si faccia seguire da un equipe in cui siano presenti diabetologo, infermiere e dietista e magari in servizi in cui ci siano dei corsi di educazione terapuetica.
moderatore Sono le 22.30 in questo momento, se non ci sono altri questi vorrei ringraziare molto la dottoressa Cecchetto per la sua disponibilità questa sera.
GIOVANNA CECCHETTO Grazie a voi. Buona notte a tutti.

In 4 parole
La persona con diabete – esattamente come tutti gli altri – trae grande vantaggio da una alimentazione corretta ed equilibrata.
Cosa significa esattamente? Mangiare solo a pasto, fare una colazione abbondante, inserire in ogni pasto almeno una porzione di fibre (verdura o frutta) e di carboidrati (senza esagerare nelle porzioni). I grassi animali (burro, strutto) non vanno mai usati come condimento. Meglio l’olio ma senza esagerare. La carne, solo bianca, può trovare posto a tavola anche solo tre volte a settimana, formaggio e salumi andrebbero evitati (una volta alla settimana al massimo). Il pesce può essere invece un ospite fisso, purché non fritto. Per dare sapore ai cibi usare più le spezie che il sale e usare tecniche di cottura (vapore, microonde) che permettono di evitare grassi in cottura.

In 4 link
Il diabete si cura soprattutto con una alimentazione più sana, quella che tutti dovremmo praticare: pochi grassi, carni rosse uova e formaggio con moderazione, largo a frutta e verdura. Purtroppo cambiare il modo di mangiare non è facile. E le 'diete' servono a poco, quindi...

Impariamo fin da bambini. Non deve essere la paura della glicemia ma il desiderio di una vita sana a convincere la persona con diabete che è meglio ridurre drasticamente i grassi e aumentare frutta e verdura.

Una splendida selezione di 60 ricette 'sane' in quanto ad alto tenore di fibre, tratte dalla tradizione regionale può essere scaricata in formato pdf.