Luigi Ripamonti
Luigi Ripamonti, giornalista scientifico del Corriere della Sera è uno dei pochi giornalisti professionisti italiani che si occupano a tempo pieno e non occasionalmente di medicina e salute e fra questi è uno dei non molti laureati in medicina.
Milanese, 49 anni, laureato in medicina e specializzato in chemioterapia, all'università di Milano ha lavorato per nove anni come caposervizio a "Corriere Salute" supplemento settimanale del Corriere della Sera. Dal 2005 è responsabile della pagine di Scienza e di Salute di Corriere.it.
Titolare di un laboratorio di comunicazione scientifica alla facoltà di Scienze politiche dell'Università degli studi di Milano, sulle stesse tematiche ha avuto rapporti di collaborazione didattica con la George Mason University (Virginia) e con la Chapman University (California).

Il tema della serata è "Il diabete fa notizia, ma...".

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moderatore Buona sera dottor Ripamonti
LUIGI RIPAMONTI Buona sera tutti
Lisa Ma di professione lei fa il giornalista?
LUIGI RIPAMONTI Io ormai faccio il giornalista scientifico da molti anni, prima facevo il ricercatore, in area farmacologica
moderatore Questa sera abbiamo un argomento per cosi' dire collaterale: la comunicazione e la divulgazione scientifiche in materia di diabete
Lisa Scrivere articoli scientifici non è cosa facile, impegna tantissimo, certo che stanca.
LUIGI RIPAMONTI E' per questo che si cerca di fare informazione
moderatore Nel caso del diabete poi, disporre delle informazioni giuste è importante, per le persone con diabete e per chi le circonda
maruska Bhè, alla base del giusto sapere c'è e ci dovrebbe essere la giusta informazione
LUIGI RIPAMONTI Sì, si cerca di dare la giusta informazione, ma putroppo il nostro problema è che la giusta informazione fa poco rumore e viene poco sentita, così rimane relativamente poco efficace
maruska Sì, concordo. Mi permetta di farele una domanda un po' "scottante": nella divulgazione delle informazioni scentifiche a carattere prettamente medico, quanto "entra" in tutto ciò la componente politica o istituzionale? nel senso che quanto è "pilotata" la eventuale fuoriuscita?
LUIGI RIPAMONTI Penso che ci sia un'ampia gamma di possibilità, come in tutte le attività della vita: da zero a tanto. Io devo dire che ho avuto la fortuna di non subire praticamente mai importanti pressioni, ma ho il privilegio di lavorare in un grosso giornale, non so dire se sia così per tutti
maruska Bhè, in tal senso non so cosa credere: credo molto nei nostri rappresentanti politici (in una buona parte di essi non in tutti, ovvio) e nelle nostre istituzioni preposte, e credo che in materia di salute non si debba fare pressioni in nessuna maniera! In quale grosso giornale lei lavora? per quello che concerne l'informazione dei docenti, questa dovrebbe essere espletata da gli organi preposti: medici specialistici endocrinologi
Lisa Per quanto riguarda il diabete, come mai, a volte saltano fuori articoli con il titolo: "Trovata la cura per il diabete"?
LUIGI RIPAMONTI Semplicemente certi titoli non dovrebbero saltare fuori, punto e basta. Se saltano fuori è per ignoranza di chi scrive, oppure per leggerezza del titolista, che spesso non è la stessa persona che ha scritto l'articolo e che in genere non è uno specialista
fifi Se potete cercate di informare le scuole e, soprattutto, le maestre! Non tutte, ma tante sono ignoranti e lo vogliono restare per paura…
LUIGI RIPAMONTI Giusto, le maestre dovrebbero essere più informate. Ma chi le dovrebbe informare (e formare)? E' il solito problema… La risposta è probabilmente la scuola...
fifi La scuola? pia illusione!
LUIGI RIPAMONTI Putroppo è vero
elyandsara Mia figlia, all'esordio, nel 2006, ha aspettato una settimana l'autorizzazione dalla scuola che fosse accettata. Sì, ho dovuto aspettare la lettera a casa che accettavano mia figlia a scuola.
rosatea Posso fare una domanda generica? Cosa si sa del diabete? E' ancora una delle innumerevoli malattie di cui non si conoscono le cause e perciò non si possono trovare i rimedi radicali?
LUIGI RIPAMONTI Che cosa sappiamo del diabete? Premesso che sono convinto che i diabetici siano fra i malati più colti in assoluto sulla loro malattia e quindi che ne sappiate più di me, direi che del diabete si sa ancora relativamente poco in assoluto, ma moltissimo in più rispetto a quando mi sono laureato io in medicina, sia nel caso del diabete I che II. Direi che sono ottimista sulla conoscenza prossima ventura. E' una curva che piega rapidamente verso l'altro.
rosatea Bene, allora a che punto siamo con la ricerca?
LUIGI RIPAMONTI E' una domanda grande come il mare. Io credo che, in generale, nella ricerca biomedica, e quindi anche in quella che verte sul diabete, i progressi in corso siano notevolissimi. In particolare, da una decina di anni, cioè da quando siamo entrati nell'era genomica e post-genomica a essere cambiato è soprattutto l'approccio conoscitivo e sperimentale
rosatea Sarò più precisa nella mia domanda. Siccome sono insulinodipendente e mi secca molto pungermi, ho visto che si è parlato di insulina passata attraverso ultrasuoni, attraverso spruzzi, attraverso confetto di crostacei... cosa c'è di vero?
Lisa Niente di vero.
LUIGI RIPAMONTI Ribadisco che non sono uno specialista di diabete, però nelle ultime interviste che ho fatto mi hanno parlato di un relativo impasse (non stop) nella terapia insulinica spray, mentre di progressi sensibili verso una rilevazione della glicemia meno dolorosa
LUIGI RIPAMONTI Vorrei riprendere un attimo il tema dell'infomazione. C'è una frase che mi piace molto: "Una volta si puntava alla sapienza, poi ci si è accontentati della conoscenza, oggi c'è solo informazione"...
Lisa Il problema è che i diabetici stessi non sono informati bene della loro patologia. Il diabete ha bisogno di una formazione di base, altrimenti non si riesce a gestirlo.
fifi Qui da me non mi vogliono insegnare come si fa il counting, ma io ci sono arrivata lo stesso grazie alla mia comunity list
moderatore C'è molta disuniformità, fifi, questo è vero, molti centri sono eccellenti, altri lasciano un po' a desiderare
Lisa Ma perchè in Italia i diabetici sono ancora discriminati, qui in Svizzera non siamo considerati dei malati, siamo come tutti gli altri.
LUIGI RIPAMONTI La Svizzera è un Paese da cui bisgnerebbe prendere esempio evidentemente. La discriminazione per qualsiasi malattia è segno di inciviltà
Lisa È importante avere una giusta informazione per saper gestire le glicemie, per non perdere tempo prezioso, per non andare incontro alle complicanze.
LUIGI RIPAMONTI Giustissimo
elyandsara Scusate dove trovo il forum del dottor Ripamonti?
LUIGI RIPAMONTI Su www.corriere.it/salute
moderatore forum.corriere.it/diabete/
LUIGI RIPAMONTI Ci sono dei diabteologi che rispondono alle domande dei lettori
maruska Mi permetta di far notare una cosa: non sono daccordo sul fatto che qui in italia chi è diabetico è discriminato, non lo trovo vero. Ci si "sente" discriminati perchè ci si mette nelle condizioni di essere discriminati; perchè a molti fa comodo farsi scudo del fatto di essere portatori di una patologia, per avere magari degli sconti o per viaggiare su corsie preferenziali. Non crede?
Lisa Non è così maruska, scusami
LUIGI RIPAMONTI Maruska, non posso mettermi nei panni di un diabetico (per ora) e quindi non so che cosa dire. Penso che anche tra i diabetici, come tra i medici, gli avvocati eccetera, ci sia chi è onesto e chi "ci marcia"…
maruska Mi permette di farle un'altra domanda un po' "scottante"? C'è speculazione dietro la divulgazione delle notizie scientifiche?
LUIGI RIPAMONTI In che senso?
maruska Nel senso puro del termine. Speculazione economica in primis, speculazione per interessi da parte delle case farmaceutiche, speculazione in termini meramente economici
LUIGI RIPAMONTI Possiamo scrivere articoli, non libri. Conuqnue un giornalista onesto non inventa niente
donata Ma quando andate ai grandi convegni, le risposte le scrivete tutte o alcune sono inventate?
LUIGI RIPAMONTI Domanda davvero scottante. Io ho già risposto quando parlavo di pressioni. Le pressioni possono essere politiche, istituzionali e anche economiche. La risposta è sempre quella. Io posso rispondere solo per me e per la mia coscienza.
donata Certo però sappiamo bene che comunque non tutto quello che scrivono è vero, soprattutto quando sono scoop.
maruska Sappiamo quanti casi del genere ci sono stati, frutta speculare sulla salute, perché rende!
LUIGI RIPAMONTI Il dubbio è legittimo e intelligente. Un lettore si orienta fra i vari mezzi di informazione basandosi sulla loro credibilità. La credibilità è figlia dell'onestà, ed è l'unico vero patrimonio per un giornale e per i suoi giornalisti
Lisa Per noi che combattiamo tutti i giorni con una patologia di continuo controllo, una patologia non facile da gestire, ci vuole profondo rispetto. Rispetto è non divulgare notizie che possano illudere, notizie non fondate.
moderatore Aggiungo che anche i lettori farebbero bene a non lasciare al giornalista l'onere e il dovere dello scetticismo professionale
LUIGI RIPAMONTI Vero per voi in particolare, ma per tutti
rosatea Credo che lo scetticismo lo abbiamo già di natura noi quando vediamo che la cura prescritta non funziona come ci aspettiamo, solo che a volte leggere nuove "speranzose" scoperte ci apre il cuore. Sbaglio?
moderatore Rosatea, questo può far parte di un atteggiamento aperto e positivo
LUIGI RIPAMONTI Ha ragione, glielo ribadisco. Non sottovalutate però che dietro a chi scrive può non esserci solo cinismo, ma anche una speranza condivisa che trascina un po'
donata Scusa Andrea le notizie che diffonde portale sono sempre scritte da giornalisti o da medici?
moderatore Si' Donata, i nostri contenuti sono in genere frutto dei nostri contatti con i medici e noi siamo giornalisti
maruska Dott. Ripamonti ci spiega in termini semplici come la notizia arriva poi alle nostre orecchie? Cioè quali sono i processi che ci sono dietro prima che venga pubblicata?
LUIGI RIPAMONTI Le posso spiegare ciò che avviene nel nostro caso. 1) Selezione degli studi secondo noi più interessanti della letteratura scientifica, spesso indirizzati da agenzie di giornalismo scientifico internazionale, come la AAAs o AlphaGalileo; 2) Esame dell'abastract; 3) Scelta dei pezzi da fare; 4) Affidamento dei pezzi a un giornalista; 5) Il giornalista controlla la notizia e la verifica con uno specialista, di solito al telefono; 6) scrittura del pezzo; 7) invio; 8) passaggio e titolazione; 8) Pubblicazione. Ma la parte più importante è la prima. In genere nei guornali seri si cerca di selezionare solo studi da riviste peer-rewied, cioè controllate alla fonte da specialisti.
rosatea Non voglio togliere i meriti che indubbiamente avete voi divulgatori del sapere scientifico. Anzi avete un bel da fare. Ma quando poi io parlo col mio diabetologo (non posso fare altro che parlare della mia esperienza) e costui mi dice che non sà perchè mi è venuto di punto in bianco il diabete, visto che non c'è familiarità ecc. ecc., io mi metto a cercare anche su internet e trovo quello che voi divulgatori scrivete. Giusto?
LUIGI RIPAMONTI Forse ho omesso un particolare imporante. La scelta della notiza si cerca di farla in base all'impatto che può avere, cioè al numero di persone cui interessa. Fra una notizia "di nicchia" e una di largo interesse si deve scegliere la seconda, è una specie di legge democratica
rosatea Quindi ci si può fidare, anzi ci si deve fidare
LUIGI RIPAMONTI Ci si dovrebbe poter fidare, ma anche noi, anzi meglio dire anch'io mi sbaglio, magari per stanchezza o per fretta… guardate quanti refusi sto facendo...;-)
maruska Sì, è vero, è normale che una notizia a "largo raggio" ha un interesse maggiore (e diciamocelo in tutta franchezza anche una tiratura maggiore del giornale stesso che la pubblica) rispetto ad una di nicchia
Lisa Se si sapesse la causa per la quale ci siamo ammalati di diabete, si troverebbe anche una cura definitiva, è una patologia multifattoriale. Fino a oggi non si sa e non esiste cura definitiva. Ma noi crediamoci sempre. O almeno io credo che prima o poi scoprano la cura.
LUIGI RIPAMONTI Ecco una cosa su cui vi inviterei a essere più comprensivi: forse non avete idea del ritmo a cui lavoriamo, su cose su cui dobbiamo "improvvisarci" continuamente, spaziando da un arogmento all'altro, difficile essere profondi e precisi con quei ritmi
rosatea Certo, ma allora se le notizia è appena attendibile ma di grande impatto, la pubblichiamo lo stesso perchè fà grandi tirature…
LUIGI RIPAMONTI Ni, almeno nel caso del diabete o di altre patologie vere. Se poi si va sul leggero i criteri cambiano ovviamente
donata Ma gli articoli, specialmente le novità, le scrivete direttamente voi o la redazione ne fà visione?
LUIGI RIPAMONTI La redazione a volte scrive direttamente a volte no. Non siamo in molti dentro la redazione e abbiamo mille compiti da svolgere… scrivere è quasi un lusso ;-)
donata Davvero scrivere è quasi un lusso?
LUIGI RIPAMONTI Beh, forse esagero un po', ma dove lavoro io adesso, cioè la redazione di Corriere.it, siamo davvero pochini e quindi dobbiamo quasi sempre chiedere di scrivere pezzi originali ad altri giornalisti del giornale che non "stanno al desk", ma è una divisione di compiti abbastanza fisiologica nei giornali. C'è chi "organizza" e chi scrvie. E quando un "organizzatore" vuole anche scrivere, il tempo se lo deve ritagliare
LUIGI RIPAMONTI Signori temo di dovervi salutare. E' stato davvero piacevole e istruttivo conoscervi. Spero che avremo altre occasioni. Un saluto al tutti e buona notte
moderatore Grazie mille Luigi. A presto

In 4 parole
Avete spesso desiderato di avere sotto le mani un giornalista che si occupa di salute per dirgliene quattro? Ecco l'occasione giusta!
Luigi Ripamonti conosce assai bene sia le regole della ricerca scientifica sia quelle che nei giornali presiedono alla selezione delle notizie, alla scelta del loro trattamento (titolazione, posizione etc).
Sono due set di regole diverse Umberto Eco scrisse una volta che il giornalismo scientifico è una contraddizione in termini, in quanto il giornalista cerca e valorizza l'eccezione mentre la scienza va a cercare le regole. Ma non è solo questo.
In ogni caso con l'aiuto di Luigi Ripamonti possiamo scoprire come interpretare, leggere (o non leggere) le notizie relative alle patologie che ci riguardano più da vicino.

In 4 link
Sono i blog il futuro dell'informazione libera e partecipata? Uhmmm... mica sempre e mica tanto scrive il New scientist.

Se proprio avete tempo e spazio sul PC potete scaricare la rassegna stampa dell'edizione 2008 di Diabete Italia. Ma attenzione: si tratta di 77 mega 'zippati'.