| moderatore |
Buona sera dr Bonomo e ben arrivato! |
| Dr M. Bonomo |
Buonasera a tutti. |
| anna.g |
Vorremmo sapere qualcosa di più sul pancreas artificiale. |
| Dr M. Bonomo |
Innanzitutto chiariamo che il Pancreas Artificiale (PA) non é attualmente uno strumento utilizzabile nella pratica clinica. È piuttosto un obiettivo al quale si sta puntando da anni, verso il quale si stanno facendo molti passi avanti. |
| Dr M. Bonomo |
In prospettiva, possiamo definire il PA come uno strumento (o un insieme di strumenti integrati fra loro), composto con materiali sintetici, che sia in grado di sostituire il pancreas endocrino naturale, fornendo automaticamente la quantità di insulina necessaria a mantenere la glicemia nei limiti di norma in ogni situazione della vita reale |
| moderatore |
È corretto dire che rispetto al microinfusore è ‘l'evoluzione della specie’? |
| Dr M. Bonomo |
In un certo senso sì, anche se non é sufficiente. Il microinfusore é solo uno dei componenti di un ipotetico PA, ma ne sono necessari anche altri |
| anna.g |
Ancora fantasia o in fase di sperimentazione? |
| Dr M. Bonomo |
Ci sono diversi prototipi in sperimentazione; tuttavia nessuno di questi é stato in grado di funzionare nell'uomo per più di 48 ore (salvo un unico strumento giapponese, che é durato 15 giorni). |
| moderatore |
Quanto è grande un PA? |
| Lisa |
Con il PA è possibile anche sapere in qualsiasi momento il valore della glicemia? Dove si dovrebbe impiantare? O si dovrebbe mettere come il microinfusore? |
| Dr M. Bonomo |
È difficile dire quanto é grande un PA, dato che per ora ci sono solo prototipi diversi fra loro. Se tralasciamo gli strumenti per un uso solo ospedaliero, che sono molto ingombranti, possiamo pensare a sistemi abbastanza piccoli. Forse vale la pena di descrivere quali dovrebbero essere le diverse componenti del sistema |
| anna.g |
in america non sono forse pronti ad esperimenti su persone? |
| Dr M. Bonomo |
In America, ma anche in Europa. Forse i più avanzati in questo campo sono i francesi. |
| letizietta |
Porto il microinfusore soltanto da un mese..a parte gli sbalzi glicemici iniziali, è fantastico: non ho più il pensiero delle iniezioni..però è vero che bisogna fare molto spesso la glicemia... |
| letizietta |
vorrei sapere se le sperimentazioni di pancreas artificiali sulle persone sono già iniziate... |
| Dr M. Bonomo |
Dicevo prima dei diversi componenti. Un vero PA dovrebbe funzionare come un sistema ad ‘ansa chiusa’, cioé con un sensore del glucosio in grado di monitorare in continuo i valori di glucosio nel sangue; un sistema di controllo in grado di decidere, in base ai livelli di glicemia, quanta insulina é necessaria, e infine un sistema di infusione (una ‘pompa’) in grado di infondere insulina nel compartimento più adeguato. Il tutto automaticamente, senza intervento del paziente o del medico, cioé senza ‘aprire’ l'ansa. |
| letizietta |
ma lo strumento è esterno o interno?? |
| roberta |
buonasera dott. Il microinfusero lo possono mettere tutti? |
| fabkegra |
Buonasera, volevo chiedere se per i bambini, la sperimentazione sul pancreas artificiale avverrà prima o dopo, cioè se la giovane età è un fattore di ritardo e prudenza o viceversa se è una semplificazione. |
| Dr M. Bonomo |
Lo strumento ideale dovrebbe essere interno, cioé totalmente impiantabile (immaginate un pace-maker cardiaco), quindi dovrebbe essere il più miniaturizzato possibile. In paratica, realisticamente si incomincerà con strumenti in parte esterni, in parte interno |
| artù |
buona sera Dottore, posso chiedere se già esiste, anche solo come prototipo o se ancora è solo pura teoria... |
| anna.g |
quindi occorrerebbe un intervento chirurgico per impiantarlo? |
| letizietta |
Scusi, probabilmente è già stato detto, lei dott. sta studiando specificatamente questa cosa e se si dove?? |
| Dr M. Bonomo |
Esistono dei prototipi, come ho detto. Forse il più avanzato é quello francese, del Prof. Rénard, di Montpellier. Immaginate uno strumento delle dimensioni di un micro attuale, inserito s.c. Oltre a questo c'é un sensore intravascolare |
| anna.g |
come si inserisce questo sensore intavascolare? |
| fabkegra |
Quando parla di ansa chiusa, si riferisce forse ad un sistema di integrazione fra due strumenti che per la sua ‘complessità’ richiedono un livello di AFFIDABILITA' altissima? È forse questo il principale motivo che ne sta ritardando la sua diffusione? O che altro? |
| artù |
dottore, so che è difficile fare delle previsioni ma secondo lei quanto tempo ci vorrà prima che diventi un dispositivo tanto sicuro da poter essere commercializzato, e poi non ho capito una cosa l'insulina dovrebbe stare all'esterno tipo micro? |
| anna.g |
allora dottore dovremmo aspettare ancora parecchio per il PA? |
| marirosa |
vorrei sapere chi stabilisce l'utilità di questi apparecchi e chi decide di applicarlo |
| moderatore |
per ora non c'è ancora, mariarosa |
| anna.g |
il diabetologo |
| Lillo |
ma esiste? è già possibile averlo? se si come faccio ad averlo??? |
| Dr M. Bonomo |
io ho visto personalmente (e ho usato per anni) un Pancreas Artificiale ad uso ospedaliero, da usare nel paziente allettato. Si chiamava Biostator, e funzionava bene, ma non era assolutamente proponibile per un uso quotidiano. Direi di centrare l'attenzione sul Pancreas Art impiantabile, quindi portatile. Io non lo ho visto personalmente, ma ho visto immagini e filmati di quello usato da Rénard in Francia. È impiantabile s.c., ma, ripeto, finora é stato in grado di funzionare solo per pochi giorni. Attualmente non esiste un PA usato clinicamente |
| donata |
beh...dottore spero proprio che cominciano a perfezionarlo...io sono pronta a provare!!! sarebbe una manna per noi!!! |
| anna.g |
crede sia preferibile un PA o un trapianto di pancreas? |
| Dr M. Bonomo |
sì, io sono convinto che il futuro della cura del Diabete di tipo 1 siano i sistemi artificiali, più che i trapianti di cui parlano continuamente i giornali. Penso anche che un sistema tipo PA possa essere disponibile fra non molti anni. È probabile che un passaggio intermedio sarà un sistema che funziona in automatico per quanto riguarda l'infusione basale, ma che richiederà l'intervento diretto del paziente per i boli ai pasti (per un usare un linguaggio da microinfusore) |
| marirosa |
perchè sono migliori i sistemi artificiali dei trapianti? perchè con i trapianti ci sono troppi rischi? |
| anna.g |
forse problemi di rigetto per i trapianti |
| marirosa |
ma fra un paio d'anni se perfezionano le tecniche per i trapianti sia di cellule del pancreas sia del pancreas potrebbe essere una cura più risolvibile |
| Dr M. Bonomo |
ho forti dubbi che in un paio di anni si risolva qualcosa di fondamentale per trapianti. Il problema di immunosopprimere per decenni una persona giovane rimane una gravissima incognita |
| iris.db |
dott. ha già sentito parlare del guardian sperimentato in america? |
| moderatore |
iris il guardian c'è anche in Italia, da 2 anni... |
| moderatore |
ma non facciamo confusione col PA |
| Angelo |
ho visto un paio di settimane fa un prodoto della medtronic, era composto da un sensore da impiantare tipo ago del microinfusore. ogni 3 minuti per 48 ore misurava la glicemia e segnalava quando i valori erano fuori range e quando la variazione era rapida dando modo a chi lo indossava di regolare di conseguenza la basale del micro... era ancora non distribuito, fuori sperimentazione in italia |
| anna.g |
c'è l'ho io il sistema della medtronic da due anni |
| anna.g |
è testato e distribuito |
| lory86 |
ma anna dove l'hai comprato tu questo sistema della medtronic? |
| moderatore |
lory lo distribuisce la tua asl...se ce l'ha... |
| anna.g |
me lo ha dato l'ASL e il diabetologo |
| Angelo |
anna, a me chi lo indossava ha detto di averlo avuto ‘direttamente’ da medtornic non perché in test, ma perché non dispensato dal servizio sanitario italiano... |
| anna.g |
alcune ASL non lo danno perché costa il doppio di un micro normale |
| Dr M. Bonomo |
OK: i microinfusori sono distribuiti dalla ASL, ma questa é un'altra cosa. Il vero problema attualmente risiede nella durata del sensore del glucosio, che perde accuratezza dopo pochi giorni, e quindi deve essre sostituito. Altro problema irrisolto é quello di un sistema di controllo capace di regolare correttamente l'infusione di insulina. Si tratta di modelli matematici molto complessi, sui quali molti gruppi stanno lavorando in questi anni |
| lory86 |
ma è tipo un bracciale? come fai a controllare la glicemia? |
| moderatore |
no |
| anna.g |
è un sensore sottocute, tipo l'ago del micro collegato ad un holter grande come una moneta da due euro che misura la glice e la trasmette al micro . tutto sulla pancia |
| moderatore |
però ora non parliamo del GRT, per favore |
| moderatore |
altrimenti facciamo confusione |
| Dr M. Bonomo |
il sistema della Medtronic (PARADIGM RT) non é ancora un Pancreas artificiale, anche se é quello che, al momento, ci si avvicina di più. Il Paradigm é un sistema ad ansa aperta, cioé non é in grado di funzionare del tutto automaticamente. È vero che legge la glicemia in tempo reale, ma la infusione di insulina deve essere programmata dal diabetologo. |
| robmance |
salve dott. Bonomo, sono Roberta ( neo mamma!!)...ma il pancreas artificiale sarebbe il microinfusore + glucometro...in sostanza?? |
| Dr M. Bonomo |
no, il microinfusore più glucometro l'abbiamo già, anzi megli, abbiamo già un micro più monitor continuo. La differenza del PA deve essere la capacità di decidere automaticamente, grazie ad un sistema di controllo basato su algoritmi matematici, quanta insulina infondere, e quando. |
| donata |
mi scusi però...forse mi sono persa sicuramente qualcuno le ha chiesto...ma come verrebbe impiantato..il PA? |
| artù |
ma quindi l'insulina sta all'esterno? tipo micro per intenderci? |
| Dr M. Bonomo |
La soluzione ottimale sarebbe un impianto in una tasca sottocutanea, proprio come un pace-maker, con infusione di insulina s.c. o in peritoneo. Un primo passaggio potrebbe però essere con un sistema esterno, tipo microinfusore, con infusione della insulina sottocute. In pratica: un microinfusore che funzioni automaticamente grazie a un monitoraggio continuo |
| sabry75 |
buona sera doc...quindi sarebbe una cosa come il famoso microchip che mettono sottopelle in america, come l' impianto anticoncezionale?? |
| Dr M. Bonomo |
Il paragone con l'impianto anticoncezionale é un po' curioso, comunque sì, ambedue sarebbero sottocutanei. Tieni conto però che, per quanto miniaturizzato, il PA sarà pur sempre uno strumento elettronico, quindi discretamente ingombrante |
| robmance |
è il motivo per cui mi sento ancora allergica a pensar di provare la gestione del mio diabete con un microinfusore..immagino con il PA |
| anna.g |
dottore lei crede nel PA oppure è scettico? |
| Dr M. Bonomo |
credo che il PA sia il futuro. Ciò non toglie che non risolverà del tutto i problemi del diabete |
| anna.g |
meglio delle staminali? |
| artù |
ma la manutenzione, chiamiamola così tipo sostituire il sensore o alimentare il serbatoio di insulina ogni quanto si dovrebbero fare? |
| franci75 |
mi scusi dottore al convegno del San Raffaele si diceva che i tempi sarebbero stati molto lunghi perché gli algoritmi per i boli prandiali non erano ancora sufficentemente sicuri che differenza c'è con gli algoritimi che tengono sotto controllo invece le basali? mi scusi sono stata forse un pò confusionaria spero sia riuscito a capire quello che volevo sapere! grazie |
| Dr M. Bonomo |
Franci 75: le variazioni della glicemia post-prandiale sono molto più problematiche, per molti motivi. Innanzitutto per la precisione della lettura della glicemia in fase post-pranzo: quando i valori cambiano rapidamente la lettura degli attuali sensori s.c. rimane un po' ‘inddietro’, con il rischio di correggere la situazione in ritardo. Poi, in realtà, in condizioni fisiologiche la produzione di insulina viene aumentaa dopo il paso ancora prima che salga la glicemia, con meccanosmi molto complessi, difficili da programare matematicamente |
| iris.db |
dott.dopo 32 anni di diabete con alcune complicanze avendo 38anni quante possibilita avrò per il pa? |
| Dr M. Bonomo |
credo che non ci vorranno molti anni. Bisognerà poi vedere tante altre variabili: la durata, i costi, ecc (pensa a quanti anni ci sono voluti per l'affermazione dei microinfusori) |
| la dolce vita |
visto che i tempi non sono imminenti non sarebbe il caso di proporre l'uso del micro rt da parte dei medici per molti pazienti sino all'arrivo del pa? |
| Dr M. Bonomo |
l'uso del PRT (o analoghi) generalizzato in tutti i diabetici pone problemi vari: a) costi: piaccia o no, le risorse effettivamente non sono infinite; b) scelta dei candidtai: anche per mia diretta esperienza, non tutti i pazienti sono adatti ad una regolazione della glicemia in tempo reale (a meno che questa non sia automatica: ma allora si tratterebbe di un PA) |
| anna.g |
per sperimentare il PA non ci sono problemi etici come per le staminali? |
| franci75 |
con questo dottore dovremmo pensare che i tempi siano ancora molto lunghi giusto? perché da quello che lei mi dice non sarà per nulla facile trovare le combinazioni esatte fra i due algoritmi |
| anna.g |
gli esperimenti si fanno su persone volontarie o scelte dai medici? forse occorrono entrambe le condizioni? |
| Angelo |
sinceramente fra una cura oggi efficace ed una cura che forse arriverà fra qualche anno mi sembrerebbe logico scegliere la prima, ovvero il trapianto per chi ha una situazione in evoluzione. sbaglio? |
| moderatore |
soprattutto se ”non si può aspettare”: il trapianto non ‘cura’ il diabete, ma un diabete con complicanze, e le complicanze “non aspettano”. |
| anna.g |
in italia gli studi sul PA ci sono o si aspettano gli studi degli altri? |
| Dr M. Bonomo |
dipende dai Paesi. Da noi di solito le sperimentazioni si fanno su volontari, che rispondano però a certe caratteristiche (criteri di inclusione) scelti dai medici. In altri Paesi i pazienti sono anche pagati per partecipare ad alcuni studi |
|
In Italia la ricerca diabetologica é fra le migliori del mondo. Uno de progetti sul PA é dell'Unione Europea, e comprende gruppi italiani. Gli italiani sono stati fra i primio al mondo a sperimentare le pompe di insulina impiantabili |
| sabry75 |
le faccio un domanda ( che è più una provocazione) nel caso dovesse fuzionare ecc..ecc.. poi si dovrebbe penare per averlo come per il micro o anche peggio??? |
| maruzza |
Nel caso in cui il PA sia costoso e mediamente lontano e non tutti possono partecipare, possiamo accontentarci per i nostri figli dei micro? In modo da prevenire le complicanze? |
| Dr M. Bonomo |
sì, il microinfusore, se usato da centri esperti, é uno strumento sicuramente migliore della terapia multiiniettiva per controllare il diabete: non solo per il controllo glicemico, ma, forse soprattutto, per migliorare la qualità della vita |
| mirko |
secondo lei dottore, quali dovrebbero essere eventualmente le caratteristiche per essere giudicati un paziente adatto a sperimentare il PA? |
| Dr M. Bonomo |
secondo me non ci vorrebbero caratteristiche particolari per sperimentare il PA, se non avere un Diabete di Tipo 1. Teoricamente, funzionando automaticamente, un PA sarebbe mlto più facile da usare che non un microinfusore |
| anna.g |
non tutti sanno usare il micro, il mio dottore dopo il corso di preparazione ha scartato tre persone |
| artù |
mi permetta dottore, ma secondo me è questione di approccio, il micro dovrebbe essere dato come dispositivo fin dall'esordio, poi ovvio che se un paziente non se la sente o non è in grado di gestirlo può rifiutare e tornare alla terapia multiiniettiva ma aspettare anni e mendicare un micro credo che si debba proprio evitare... |
| tato57 |
devono essere i figli che si devono accontentare... la mia per esempio dal micro ( che uso io e ..funziona ) è tornata alle penne perché NON vuole il diabete |
| donata |
scusa...ma cosa vuol dire...non vuole il diabete?? |
| tato57 |
già NON lo vuole e penso che anche il PA non risolverebbe il suo problema |
| artù |
io dicevo che tutti dovrebbero aver accesso al micro, in linea di principio, non che per averlo devi aspettare anni o il medico che sa almeno di cosa stai parlando |
| anna.g |
esistono centri spacializzati per impiantare micro, dovresti andare in uno di quelli |
| maruzza |
Esistono micro che possono essere usati per i pazienti che hanno problemi di vista? |
| moderatore |
maruzza io ho un amico nonvedente che usa il micro da anni |
| sabry75 |
pero' scusate, ll micro lo danno solo in caso di diabete scompensato o se la terapia iniettiva non funziona...allora uno potrebbe iniziare a curarsi male cosi' gli danno questo aggeggio...non sarebbe più facile lasciar decidere al paziente se volerlo oppure no? sicuramente anche i glucomei all' inizio saranno stati costosi o sbaglio? eppure le case farmceutiche te li danno GRATIS come le penne...perché se usi quelli de prendere gli acessori e loro ci guadagnano... |
| moderatore |
sabry non è così |
| moderatore |
il micro è una terapia come le penne non devi essere scompensato per averlo |
| donata |
però...daniela...in tante regioni non lo danno facilmente... |
| sabry75 |
si ma non te lo danno facilmente come le penne |
| moderatore |
perché è più difficile da usare |
| moderatore |
bisogna saperlo usare |
| moderatore |
bisogna conoscere la conta dei cho |
| artù |
si ma finchè nemmeno i medici lo sanno usare è difficile che lo consiglino a qualcuno... |
| moderatore |
anche questo può essere vero.... |
| sabry75 |
a noi ad esempio hanno detto che la glicata va bene e con le penne ce la caviamo,quindi...niente micro |
| moderatore |
ne parliamo dopo, ok? |
| mirko |
a bologna, mi pare che per avere il micro, devi farti qualche giorno di ospedale dove ti insegnano ad usarlo, ma te lo danno anche se non sei scompensato |
| moderatore |
torniamo al PA? |
| giacomo1969 |
Ciao Daniela... e un piacere essere qui... il Dr. Bonomo ha gia parlato della metodologia di come il PA misura la glicemia dall'interno del corpo??? |
| Dr M. Bonomo |
Ci stiamo concentrando sui microinfusori: comunque va bene. Io penso che il Diabete di Tipo 1 sia di per sé una indicazione al microinfusore, che attualmente é la terapia di scelta. A questo punto bisogna piuttosto vedere che non ci siano controindicazioni (es. incapacità a gestire uno strumento elettronico, o resistenze psicologiche ad esternare la malattia, ec) |
| anna.g |
forse vediamo il PA ancora troppo lontano |
| artù |
già dottore le risparmio la trafila per averlo però... |
| Dr M. Bonomo |
Vogliamo tornare al PA? Avete dei dubbi specifici su questo? |
| marirosa |
mio figlio e diabetico da un anno e ha 20 potrebbe usare il microinfusore? scusate ma non sono molto esperta |
| moderatore |
scusate, torniamo all'argomento della serata |
| moderatore |
chiedeva Giacomo il Dr. Bonomo ha gia parlato della metodologia di come il PA misura la glicemia dall'interno del corpo??? |
| artù |
credo che il PA sia come una bella ferrari, un bel sogno, che potenzialmente potrebbe diventare realtà se vincessi alla lotteria, |
| giacomo1969 |
Buonasera Dr.Bonomo... da portatore di PRT mi domandavo come il PA misuri la glicemia... e con quale sistema??? |
| Dr M. Bonomo |
Il Pa può misurare la glicemia con sensori del tutto simili a quelli usati attualmente dai monitor. Sensori sottocutanei ad ago (tipo quelli del CGMS Medtronic, o del Guardian); sensori e.v. ad ago, quindi inseriti dall'esterno; sensori e.v. interni,; sistemi di microdialisi, esterni (come quello del monitor Glucoday della Menarini). Il problema, per ora, é che perdono di sensibilità dopo pochi giorni. Il sensore a durata più lunga attualmente utilizzato nei monitor dura 7 giorni |
| tizia82 |
scusate io sono entrata in chat da poco, forse faccio una domanda a cui il dott ha già dato una risposta: il PA sta attaccato con una ago sottopelle come il microinfusore? |
| marirosa |
come funziona il PA con le glicemie dette ballerine? |
| giacomo1969 |
il PA essendo inserito sotto cute... misura la glicemia direttamente dal sangue e non dal liquido interstiziale vero??? |
| Dr M. Bonomo |
Inserito sotto cute sarebbe il sistema di controllo e di infusione. Il sensore può essere invece sia s.c che e.v. |
| giacomo1969 |
chi produrrà od uscira prima sul mercato con questo PA??? |
| donata |
le ho già fatto questa domanda dottore ma secondo lei questo PA potrebbe essere affidabile?? o come al solito potrebbe essere solo un illusione per noi? |
| iris.db |
penso che ci siano molti interessi in campo credo che i primi che riusciranno a progettare un pa con costi di mantenimento accessibi i guadagni non sono calcolabili e questo mi da fiducia per il futuro |
| Dr M. Bonomo |
Andiamo con ordine. Il più avanti con il PA é probabilmente il gruppo francese, che utilizza tecnologia Medtronic; non é detto che però alla fine arrivi per primo. Per Donata: sì, io penso che arriveremo ad avere sistemi affidabili nel giro di non molti anni |
| giacomo1969 |
ci si deve mettere in lista di attesa per un trial con il PA??? visto che in UK sembra che gia lo abbiano fatto??? |
| giacomo1969 |
e se si dove ci si mette in coda per sperimentare??? |
| maruzza |
Quali sarebbero i requisiti per impiantare il PA? |
| Dr M. Bonomo |
Al momento non sono programmati trials sul PA. Penso che in prospettiva i Centri che se ne occuperanno saranno i Centri che già ora sono più avanti nella gestione di tecologie avanzate, tipo micro, sensori, e sistemi integrati. Penso che si debba aspettare i risultati dei trials già in atto. |
| artù |
io invece vorrei sapere la manutenzione prevista ogni quanto il tagliando? tipo cambio sensore glice e riempimento serbatoio insulina? |
| Dr M. Bonomo |
sui particolari della gestione del PA si avranno le idee più chiare quando sarà effettivamente disponibile. Comunque saranno in un certo senso simili a quelli che si fanno ora per i sistemi integrati, tipo PRT. Va aggiunto però anche un minimo di competenze chirurgiche, soprattutto se verranno impiantati s.c. |
| tato57 |
dimensioni presunte del PA? |
| giacomo1969 |
insulina inserita nel PA esistono varie concentrazioni di insulina vero? tipo prima avevamo il rapporto a 40 adesso il rapporto a 100??? mi spiega un attimo questa sottigliezza??? |
| Dr M. Bonomo |
Dovendo essere contenuta in un sistema miniaturizzato, é comprensibile che si punti su insuline a maggiore concentrazione, che occupano meno spazio. La fornitura di insuline adatte ad un uso prolungato nell'organismo (c'é anche il problema della denaturazione) é quello che ha bloccato in Italia la sperimentazione sulle pompe impiantabili. |
| giacomo1969 |
quindi abbiamo anche un tipo di insulina ‘nuovo’... |
| tato57 |
e il problema energia ( durata e dimensioni batterie )? |
| Dr M. Bonomo |
il problema energia é relativo: non ricordo esattamente i tempi, ma le pompe impiantabili usate dai francesi hanno fonti di energia che durano parecchio (trovato: batteria al litio di durata superiore ai 7 anni) |
| moderatore |
caspita! |
| tato57 |
perche non le usano anche per il micro? |
| tato57 |
le dimensioni? |
| Dr M. Bonomo |
tato: il microinfusore é esterno, e non ci sono grandi problemi a sostituire ogni tanto le batterie, usandone di non molto costose |
| tato57 |
ne guadagnerebbe in dimensioni |
| donata |
volevo chiederle dottore se ci terrà informati sulle evoluzioni del PA in futuro!! |
| moderatore |
il dr Bonomo può tornare quando crede |
| moderatore |
inoltre sta preparando per Portale Diabete un articolo proprio sul PA: lo troverete presto in home page |
| Dr M. Bonomo |
Messaggio conclusivo: il PA arriverà, e sarà un passo avanti fondamentale. Nel frattempo già con i micro attuali si può gestire il diabete in maniera molto migliore che nel recente passato. Bisogna però imparare ad usarlo correttamente: conoscere le funzioni avanzate (vari tipi di boli, ecc), fare bene il counting, mantenere un buon rapporto con il Centro di riferimento. |
| giacomo1969 |
noi ci mettiamo anche il PA ma rimane sempre aperta l'ansa... quindi bisogna puntare molto su quelle... variabili: alimentazione (CHO COUNTING) e attivita fisica... oltre alla solita dose di fortuna... non bisognerebbe fare più... CORSI FORMATIVI su queste due variabili???? |
| tato57 |
2 anni fà ad un convegno ad orlando ho visto un filmato di una ragazza che aveva già il PA impiantato sotto cute, esternamente non si vedeva niente, e la ricarica la faceva con una siringa dall'esterno, ma in america secondo me hanno un altro approccio al diabete... |
| Dr M. Bonomo |
la ragazza aveva probabilmente una pompa impiantabile (Minimed Medtronic 2007), non un PA |
| moderatore |
grazie dottore per essere intervenuto, mi auguro l'esperienza sia stata gradevole |
| Dr M. Bonomo |
Se non avete altre domande, vi saluto e vi ringrazio dell'occasione. Buona serata e Buone Feste a tutti! |
| Lisa |
Buon Natale e Buon Anno, Dottore. Grazie. |
| Moderatore |
Grazie dottore per aver partecipato ed averci informato su un argomento così interessante, anche se ancora un pò “futuristico”. A tutti invece auguri attualissimi di buon Natale e felice anno nuovo: ci ritroviamo, qui, nel 2008! Auguri a tutti! |
«Il pancreas artificiale è un device, portatile, costituito e contenente solo materiali sintetici, in grado di sostituire la funzione endocrina del pancreas rilevando in continuo la concentrazione ematica del glucosio e, quindi, determinando e infondendo la quantità di insulina necessaria».
.
Il pancreas artificiale è un dispositivo composto da un sensore del glucosio e un mini-pc connesso a una pompa insulinica ‘da cintura’ che dovrebbe permettere ai diabetici di controllare con precisione i livelli di glucosio nel sangue, senza la necessità di eseguire i test appositi e somministrare l’insulina.
La speranza è che il pancreas artificiale regali ai malati di diabete uno stile di vita più naturale e li protegga meglio dalle complicanze. Da anni si sta studiando questo 'apparecchio delle meraviglie' e attualmente gli studiosi stanno perfezionando l’algoritmo del computer. In questo modo il sensore potrà ‘parlare’ con la pompa insulinica in modo efficace e mimare, così, il lavoro di un vero pancreas.
Molti diabetici già usano il microinfusore, un piccolo dispositivo indossabile che invia l’insulina nel corpo, attraverso un tubicino sottilissimo inserito sottopelle.
Un apparecchio ideato proprio per evitare la necessità di iniezioni quotidiane. Ma ancora bisogna eseguire ripetuti test ogni giorno, per misurare i livelli di glucosio. Invece i sensori continui usati per il pancreas artificiale permetterebbero di monitorare il glucosio ogni minuto. Un vantaggio notevole, dal momento che un buon controllo del glucosio riduce in modo notevole il pericolo di gravi complicanze: dalla cecità all’ictus, fino alla morte prematura.