Nerina Dirindin
Nerina Dirindin docente di Economia Sanitaria all'univeristà di Torino è una delle massime esperte italiane in materia, ha scritto numerosi saggi uno dei quali, firmato con l'epidemiologo Paolo Vineis il pamphlet In buona salute: dieci argomenti per difendere la sanità pubblica” edito nel 2004 da Einaudi.
Nella sua attività la Dirindin, amica personale dell'attuale ministro della sanità Livia Turco, ha svolto numerosi incarichi di governo.
Nel 1997 ha coordinato il gruppo di lavoro del Ministero della Sanità per la predisposizione del Piano sanitario nazionale 1998-2000.
Nel 1999 è stata nominata da Rosi Bindi Direttore Generale del Dipartimento della Programmazione del Ministero della Sanità, incarico che ha ricoperto fino al 15 luglio 2000.
Chiamata dal presidente della regione sarda Renato Soru Serena Dirindin è da alcuni mesi Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale della regione autonoma Sardegna.

Il tema della serata è "Il sistema sanitario e… noi".

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pattono buona sera a tutti... Buonasera professoressa. Mi chiamo Alberto Pattono e coordino il progetto 'le4chat'. Siamo onorati di averLa come ospite stasera sia per la veste istituzionale che ricopre sia per l'attività di studio e ricerca che ha svolto nell'economia sanitaria e nella difesa del servizio sanitario pubblico.
NERINA DIRINDIN Buona sera e grazie a voi per l'invito. Complimenti per l'iniziativa
L.L. NERINA DIRINDIN: Mi faccio interlocutrice di un ragazzo di 29 anni Biologo, dottorando in Spagna ha una borsa di studio ma se non si ha un contratto e la residenza in Spagna non si può accedere alla sanità pubblica. È costretto a pagare l'insulina o a tornare in Italia per fare scorta. Non dovrebbe essere gratis nel mondo?
NERINA DIRINDIN L.L.: ci sono accordi internazionali tra i Paesi della comunità europea, che garantiscono gli stessi livelli di assistenza di cui avrebbe diritto nel suo paese
NERINA DIRINDIN L.L.: dovrebbe dirci se ha fatto richiesta per l'assistenza all'estero prima di partire
L.L. NERINA DIRINDIN: Ha detto che dovrebbe avere la residenza in Spagna per poter accedere alla Sanità pubblica.
NERINA DIRINDIN L.L.: in quanto cittadino italiano ha diritto all'assistenza anche all'estero, soprattutto per una patologia cronica così importante
NERINA DIRINDIN deve rivolgersi alla Asl in cui risiede in Italia. L'ha già fatto?
mimi perché l'invalidità ci viene data solo nel periodo scolastico e i minorenni? noi anche se è estate abbiamo lo stesso il diabete...
L.L. Mi faccio interlocutrice anche di una ragazza che porta il micro, è costretta a fare richiesta per il materiale sempre qualche mese dopo la fine dell`anno, perché le ASL dicono che non possono accettare la richiesta perché hanno finito i soldi dell'anno corrente. Fin'ora è andato tutto bene, ma se per caso si rischia di rimanere senza materiale?
NERINA DIRINDIN al fine di non creare false aspettative, è bene che precisi su quali argomenti sono in grado di dialogare
valentuccia sono qui davanti al pc con mia mamma che è diabetica, scrivo io al posto suo, perché io so usare meglio il pc
mimi io ho il micro e appena richiedo il materiale me lo danno immediatamente....
draghetta scusate non mi sono presentata, mi chiamo elena... un saluto a vanna e vale!
NERINA DIRINDIN Mi sono sempre occupata di economia sanitaria, sostenendo con fermezza la tesi che la sanità deve restare pubblica, solidale e universale
NERINA DIRINDIN attualmente sono assessore in regione Sardegna. Ho aderito volentieri alla vostra richiesta, ma in questo momento non ho supporto per darvi risposte troppo tecniche e che, probabilmente, riguardano le singole regioni.
silvia@ NERINA DIRINDIN: Dottoressa Dirindin, io sono sarda..! ne approfitto per porgerle una domanda, c'è la possibilità, qualora uno ne avesse bisogno, di ricevere più materiale da parte della asl?
NERINA DIRINDIN silvia@: a quanto mi risulta i centri specialistici predispongono un piano terapeutico con l'indicazione del materiale necessario per un certo numero di mesi. Spetta al suo medico di fiducia, eventualmente, modellare il piano terapeutico a seconda dell'evoluzione della situazione
NERINA DIRINDIN silvia@: a proposito, abbiamo appena adottato una delibera per permettere ai diabetici della Sardegna di ritirare il materiale presso le farmacie sotto casa. Ancora un po’ di pazienza, tra qualche giorno sarà data attuazione alla delibera
mimi quando abitavo in continente mi davano 8 confezioni di strisce, invece in Sardegna (dove abito ora) me ne danno 5...
silvia@ NERINA DIRINDIN: la mia prescrizione prevede 250 strisce ogni 2 mesi ma avendo un diabete instabile, non arrivo alla fine del primo mese!!!
serendipity io sono piemontese e ho 450 strisce ogni 3 mesi. Il mio centro mi fa il piano terapeutico annuale, poi lo porto alla ASL dove mettono un timbro e poi lo porto ogni tre mesi dal doc per la prescrizione e poi in farmacia dove mettono timbri e annotano il tipo di strisce (idem per lancette)
silvia@ NERINA DIRINDIN: io comunque ritiro tutto nella farmacia sotto casa già da un pò!
jle io alla asl, in una struttura che si chiama assistenza farmaceutica integrativa
vanna NERINA DIRINDIN: invece per quanto riguarda l'insulina lantus mia figlia ha problemi a farsi prescrivere quelle usa e getta (costano troppo)
valentuccia noi siamo di Catania e ci danno 50 ogni mese e naturalmente non bastano e siamo costrette a comprarle in farmacia
serendipity in quanto alla lantus ho iniziato a usare le cartucce apposta per la penna opticlick, che hanno lo stantuffo incorporato, ma per la prescrizione nessun cambiamento rispetto a prima
Massimilianof Buonasera a tutti anch'io dopo aver inviato tramite fax all'asl il piano terapeutico posso ritirare tutto in una farmacia della città o provincia
sandra NERINA DIRINDIN: nella mia regione il materiale si ritira presso l'ospedale e l'insulina lantus presso la farmacia dell'ospedale (delibera regionale recentissima per la lantus)
serendipity ma allora io sono in un'isola felice??
jle nella mia di regione l'insulina in farmacia normalmente e il resto ogni 3 mesi alla asl
framase diciamo che in piemonte è tutto ok
silvia@ credo che a questo punto il problema non sia dove ritirare il materiale ma quanto ritirarne!
NERINA DIRINDIN Moderatore: come vedete, basta un semplice confronto fra persone e si notano le difficoltà di un sistema regionalizzato. Non tutto però è un male.
Massimilianof x La Lantus dopo che ho portato il fabbisogno annuale alla asl con la ricetta del medico curante la ritiro in farmacia ....
framase anzi non si deve più andare all'asl per porre un timbro, ora con il piano del diabetologo si va dal proprio medico curante per prescrivere il necessario e poi ritiro tutto in farmacia
serendipity io l'ultima volta l'ho ancora messo il timbro, ma se il cambiamento è recente alla prossima magari non dovrò più farlo.
draghetta in Lombardia si ritira tutto (fornitura e lantus) in farmacia e ogni anno il diabetologo rinnova il piano terapeutico x la fornitura che si porta all'asl... e quello x la lantus che invece si porta dal dottore e poi ci pensa lui...
framase se non ricordo male è da dicembre che l'asl non mette + il timbro
jle anche da noi si rinnova un "foglio"con le prescrizioni una volta all'anno e con quello vai alla asl ogni 3 mesi
Massimilianof il mio medico curante ha partecipato ad un incontro in regione Lombardia ed hanno detto che la Lantus COSTA TROPPO...
moderatore NERINA DIRINDIN: si nota una grande disparità tra le regioni. Come mai?
NERINA DIRINDIN Il diritto ad avere le prestazioni essenziali per la cura delle patologie è riconosciuto in tutte le regioni. L'organizzazione e la gestione dell'assistenza è però differenziata a livello regionale. Le differenze sono spesso dovute a specificità organizzative e/o amministrative, ma in qualche caso il confronto fra regioni consente di individuare "buone prassi" che potrebbero essere imitate da chi fa meno bene.
NERINA DIRINDIN Perché non raccogliete le vostre esperienze personali? potreste svolgere una funzione importante, utile a chi vive in regioni meno organizzate!
moderatore NERINA DIRINDIN: idea interessante. Eventualmente chi sarebbero gli interlocutori?
NERINA DIRINDIN Spesso le regioni, soprattutto quelle meno ben organizzate, hanno difficoltà a conoscere le esperienze concrete di altre realtà regionali. Le associazioni di pazienti e /o familiari svolgono (o potrebbero svolgere) in tal senso un ruolo importante.
Massimilianof ma la legge che gestisce queste cose è a livello statale o regionale???
NERINA DIRINDIN Massimilianof: Si tratta di provvedimenti regionali, peraltro definiti all'interno di indirizzi nazionali.
silvia@ NERINA DIRINDIN: rimarrebbe un semplice confronto tra di noi perché non ci ascolta nessuno!
sandra NERINA DIRINDIN: per i farmaci salvavita i provvedimenti dovrebbero essere uguali in tutte le regioni
Massimilianof In Milano e provincia l'associazione diabetici della provincia di Milano fa da punto importante di riferimento
NERINA DIRINDIN Teniamo conto che si tratta di presidi terapeutici rispetto ai quali probabilmente (ma come ho detto non sono un tecnico della diabetologia) i piani terapeutici dovrebbero prevedere il consumo medio appropriato per le esigenze delle diverse tipologie di pazienti.
moderatore NERINA DIRINDIN: Quindi le linee guida ci sono e sono di valore sovrarregionale?
NERINA DIRINDIN sandra: I presidi per diabetici non sono classificabili come farmaci salvavita, anche se svolgono un ruolo importante per il trattamento del paziente.
jle farmaci salva vita sono solo le insuline o gli ipoglicemizzanti orali
NERINA DIRINDIN Moderatore: Per alcuni problemi esistono linee guida nazionali, oppure linee guida definite a livello scientifico e riconosciute dalle società dei professionisti della salute.
Massimilianof A Milano x evitare sprechi è possibile non ritirare ciò che non serve !!!!
jle anche da noi!
silvia@ pure da noi!
valentuccia idem
moderatore NERINA DIRINDIN: Gli assessori regionali riportano in qualche contesto nazionale, magari durante incontri con il Ministro, la propria esperienza regionale? Magari in particolare sulla cura del diabete?
NERINA DIRINDIN Vi invito a riflettere sul fatto che coesistono situazioni di disponibilità di presidi superiori alle esigenze del singolo paziente e, al contempo, di carenza. Mi pare apprezzabile che i pazienti non ritirino ciò che non serve loro. Al contempo, quando le prescrizioni sono insufficienti, è bene farlo presente al proprio medico, al fine di avere una modifica del piano terapeutico
NERINA DIRINDIN Dai vostri interventi risulta evidente che gli indirizzi terapeutici seguiti dai diversi professionisti differiscono. In parte perché sono tarati sulle esigenze dei singoli pazienti, in parte perché seguono scuole di pensiero diverse.
NERINA DIRINDIN Moderatore: Esistono luoghi e occasioni per il confronto fra le diverse regioni, sia a livello istituzionale, sia a livello scientifico. E' peraltro vero che c'è ancora molto da fare in tal senso.
NERINA DIRINDIN silvia@: Silvia, non so se esistono dei tetti massimi oltre i quali non è possibile prescrivere. Nei prossimi giorni posso verificare a livello amministrativo. Ti farò sapere tramite un mio collaboratore.
silvia@ NERINA DIRINDIN: apprezzo tantissimo e la ringrazio anticipatamente!
NERINA DIRINDIN Posso proporre una riflessione? Vi rendete conto che viviamo in un paese che garantisce cure gratuite (salvo qualche presidio in misura non sufficiente, o eccessiva) a chi è portatore di una patologia cronica la cui assistenza è particolarmente costosa? Sapete che in paesi senza un sistema pubblico come il nostro i malati cronici sono curati solo se hanno abbastanza soldi per comprarsi una assicurazione privata?
Donata NERINA DIRINDIN: beh speriamo dottoressa che non si arrivi a quello... infatti era il tema di cui abbiamo parlato la volta scorsa!!!
jle sì lo sappiamo, però in caso di diabete instabile o appena diagnosticato come si fa?
NERINA DIRINDIN Se riflettiamo su questo aspetto, penso che potremmo anche considerare di minor importanza le differenze su aspetti non strettamente indispensabili come quelli di alcuni presidi.
jle scusate ma secondo me non è così, io in gravidanza usavo 20 strisce al giorno perché la glicemia variava molto e intervenivo, e se non le avessi avute come avrei fatto a sapere che il mio bimbo poteva rischiare? a volte ci vogliono moti controlli, più della media...
L.L. NERINA DIRINDIN: Non bisogna solo garantire cure gratuite, tutto quello che sta intorno alla Sanità dovrebbe funzionare meglio.
sandra NERINA DIRINDIN: è una riflessione che faccio sempre da quando si è ammalata la mia bambina e mi auguro che nel suo futuro non debba mai accadere che la sanità non garantisca più cure e assistenza gratuita.
NERINA DIRINDIN Un altro tema importante riguarda l'esigenza di riportare l'assistenza dei diabetici sul territorio! Il coinvolgimento dei medici di famiglia è fondamentale, anche se in molte regioni deve essere assolutamente potenziato.
Massimilianof Un diabete curato bene ci permette di lavorare / studiare un diabete curato male diventiamo ancora + dipendenti dalla sanità...
TamTam NERINA DIRINDIN: dott.sa che ne pensa del fatto che, con le recenti leggi sul decentramento delle funzioni in particolare da un punto di vista finanziario, alcune regioni sono in grado di dare un'assistenza migliore rispetto ad altre?
Donata Infatti chi ha il micro ha bisogno di molti controlli!!! però a Torino non ci possiamo lamentare!!
sandra NERINA DIRINDIN: il medico di famiglia o il pediatra se non è un diabetologo ha difficoltà a curare un paziente diabetico
NERINA DIRINDIN TamTam: Attenzione! La capacità di garantire una migliore assistenza non dipende tanto dal decentramento finanziario, bensì dalla capacità progettuale e tecnica delle diverse regioni. In ogni caso le risorse sono ripartite fra le regioni in base alla popolazione residente (con qualche correttivo che qui possiamo trascurare) e perciò tutte le regioni sono in condizione di garantire le stesse prestazioni. Poi, in qualche caso, alcune regioni non sanno gestire bene le risorse pubbliche...
Massimilianof Il pediatra che ha in cura Federico mio figlio ha ammesso di essere impreparato in materia
NERINA DIRINDIN sandra: Ha ragione. Questo perché si è ecceduto nel trasferire la responsabilità dell'assistenza agli specialisti. E' infatti necessario aggiornare e riqualificare i medici di famiglia affinché possano seguire il diabetico con regolarità (salvo ovviamente i controlli periodici specialistici).
Massimilianof NERINA DIRINDIN: Visto l'aumento del diabete nei bambini piccoli è possibile dotare i pediatri della macchinetta x la misurazione della glicemia?? affinché non si arrivi sempre troppo tardi???
silvia@ Massimilianof: Nella mia zona molti medici se la devono comprare, figurati!
sandra NERINA DIRINDIN: Non è cosa semplice curare il diabete... nella mia famiglia ci sono molti medici ma nessuno è diabetologo e nessuno si prende la responsabilità di stabilire una cura per mia figlia... mi dicono sempre di rivolgermi al diabetologo, anche il papà
NERINA DIRINDIN Massimilianof : Può essere un'idea. Forse i medici potrebbero acquistarsela o farsela dare al posto di tanti campioni e gadget di scarsa utilità per i pazienti.
Donata NERINA DIRINDIN: Infatti dr.ssa anche i misuratori di glicemia costante costano un bel pò!! infatti ne danno veramente pochi!! a parte che sono anche non troppo affidabili
NERINA DIRINDIN sandra: Ha ragione. Ma un conto è fare la diagnosi e rivedere sistematicamente la terapia. Un conto è seguire l'evoluzione della malattia e prescrivere quanto è necessario per il trattamento quotidiano.
TamTam NERINA DIRINDIN: Secondo lei, visto il continuo aumento della popolazione diabetica ed in generale di pazienti con malattie croniche, sarà possibile garantire un'assistenza totalmente gratuita ancora per molto?
TamTam NERINA DIRINDIN: In Piemonte ad esempio (e mi ricollego a quello detto da donata) hanno messo una "tassa" sulle malattie croniche... 1 euro per ogni scatola di insulina
NERINA DIRINDIN TamTam: La ricetta è la seguente: evitare di spendere per ciò che non serve, comprare ciò che a parità di efficacia costa di meno, pretendere dai professionisti della salute maggiore attenzione nell'uso delle risorse. Se tutti si impegnano ce la facciamo. Ecco perché la parola chiave è Appropriatezza: ma piace poco a chi ha interesse a vendere presidi, farmaci, visite specialistiche, ecc, ecc.
Massimilianof TamTam: 1 euro è spendibile senza troppi traumi??? è quando te ne chiedono 20, 30, 100 che diventa un problema...
Donata NERINA DIRINDIN: Come mai dr.ssa alcuni esami di laboratorio per noi db si paga il ticket?? almeno a Torino!! adesso però non ricordo quale!! visto che comunque siamo malati cronici??
NERINA DIRINDIN donata: Gli esami esenti da ticket sono precisati in provvedimenti di livello nazionale. Talvolta le regioni apportano piccole variazioni. Non so se è questo il caso. Tenga conto però che sono esenti le prestazioni necessarie per il monitoraggio e la cura della malattia, non tutte le possibili prestazioni.
Donata NERINA DIRINDIN: infatti dr.ssa una volta dovevo fare una visita dalla dietista ovviamente al centro antidiabetico dove vado io... e dovevo pagare il ticket per la visita... ma ovviamente se si tratta di dieta x il diabete perché pagare il ticket??
NERINA DIRINDIN donata: Un ticket di modesta entità ha lo scopo di rendere consapevole il paziente del costo della prestazione che riceve.
Massimilianof Ho chiesto x il microinfusore i tempi sono lunghi e a quanto pare le Asl stanno correndo ai ripari per limitarne l'utilizzo???
moderatore Dottoressa, La ringraziamo per la sua preziosa presenza
L.L. NERINA DIRINDIN: Buonanotte Dottoressa e grazie.
silvia@ NERINA DIRINDIN: buonanotte dottoressa!!!
Donata NERINA DIRINDIN: Grazie dr.ssa e alla prossima!!! buonanotte!!
BREUS Buonanotte dottoressa e grazie
NERINA DIRINDIN silvia@: Grazie a voi per l'invito. Buona continuazione e buona serata. Speriamo di ritrovarci presto.

In 4 parole
Il Sistema sanitario italiano è nato seguendo il modello delle malattie acute che richiedono un intervento intensivo e concentrato nel tempo. Oggi però, proprio grazie ai successi ottenuti nella cura delle malattie acute, la preoccupazione principale dei cittadini è data dalle malattie croniche come il diabete e più in generale da obesità, ipertensione, dislipidemie, e dalle loro conseguenze cardiovascolari. Il Sistema sanitario nazionale vede come protagoniste le Regioni. Tocca a loro ridisegnare l’assistenza al cittadino puntando più risorse verso la prevenzione primaria (ridurre il rischio di sviluppare ad esempio il diabete) e secondaria (fare in modo che dal diabete non sortiscano complicanze).
Il diabete è considerato il modello più avanzato di lotta alle malattie croniche. Ma oggi occorre suddividere correttamente i compiti tra medico specialista e medico di medicina generale e più in generale disegnare una rete di assistenza che aiuti il paziente cronico là dove vive e cioè sul territorio.

In 4 link
L’esperto di diabete del Ministero della Salute spiega la strategia del Sistema sanitario Nazionale.

Il responsabile del gruppo AMD su Diabete e Territorio spiega la strategia dei diabetologi italiani.

Sul sito dell’Istituto superiore di sanità una interessante sezione è dedicata al Piano nazionale di prevenzione che in parte important è dedicato al diabete e alla sindrome metabolica.